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Jealous Saboteurs

Explore 'Jealous Saboteurs' by Frances Upritchard – a captivating photographic still life of hockey sticks, rendered in meticulous detail & imbued with unsettling humanity.

Esplora le sculture in ceramica e vetro di Francis Upritchard tra storia, mitologia e condizione umana. Esposta a Londra e NYC, la sua opera fonde tradizione e temi contemporanei.

Riproduzione a olio fatta a mano

Olio su tela dipinto a mano nelle tue dimensioni e con la tua cornice, realizzato su ordinazione dai nostri artisti. ( Passa alle stampe Passa all'immagine digitale)

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Prezzo totale

$ 272

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Jealous Saboteurs

Tecnica di riproduzione

Dimensioni della riproduzione

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The museum itself interests Frances Upritchard. She absorbs countless details, objects, fabrics, jewels and furnishings. Some of these reappear in the textures and characters of the creatures she makes, such as in the grinning hockey sticks of Jealous Saboteurs.The real art in Upritchard’s constructions is her ability to draw out the deviant humanity in inanimate things and the object-like qualities of the living. Upritchard has said, ‘I like the idea that some aliens came down to earth and took things away but everything got mixed up on the journey back.’ Essential to this feeling of disorientation is that her objects are all made by hand. Upritchard’s reanimation of the museum happens through the tactile activity of her hands, as she lends objects a metaphoric and literal new skin.See more detail about this artwork

Biografia dell'artista

Un Mondo di Echi: Le Narrazioni Scultoree di Francis Upritchard

Francis Upritchard, nata nel 1976 a Porirua, in Nuova Zelanda, e oggi residente a Londra, è un'artista che costruisce silenziosamente mondi carichi di risonanza storica e di una bellezza inquietante. La sua opera sfida ogni facile categorizzazione, ponendosi all'intersezione tra scultura, installazione e arte tessile, il tutto intrecciato da un profondo interesse per la mitologia, la fragilità umana e le storie che gli oggetti raccontano — o decidono di tacere. Il percorso artistico di Upritchard ebbe inizio con un'iniziale inclinazione verso la pittura, ma virò rapidamente verso la scultura durante i suoi studi presso la Ilam School of Fine Arts dell'Università di Canterbury, un cambiamento che avrebbe definito la sua visione estetica unica. Poco dopo la laurea nel 199imento, ha intrapreso un nuovo capitolo a Londra, dove continua a sviluppare la sua affascinante pratica artistica.

Esplorazioni Primitive e Riverberi Museali

Le prime sculture di Upritchard erano caratterizzate da un intrigante accostamento di oggetti trovati e aggiunte meticolosamente realizzate. L'artista iniziò ad assemblare collezioni che riecheggiavano le esposizioni dei musei e dei siti archeologici: frammenti di storia ricontestualizzati, imbevuti di un senso di familiarità e, al contempo, di alienazione. Vasi in ceramica e vetro divennero ospiti per teste animali scolpite — cani, scimmie, uccelli — la cui presenza risultava inquietantemente umana nei dettagli. Queste non erano semplici aggiunte; erano intrusioni che suggerivano narrazioni appena oltre la nostra portata. Attrezzature sportive, come bastoni da hockey e mazze da cricket, fungevano da tele altrettanto inaspettate, adornate con questi ritratti in miniatura, creando un dialogo tra il quotidiano e il simbolico. Questo lavoro precoce ha stabilito un tema chiave nell'opera di Upritchard: l'atto di collezionare, preservare e alterare sottilmente il passato per creare nuovi significati. L'artista ha spesso incorporato strumenti pseudo-antichi custoditi in logore scatole foderate di velluto, amplificando ulteriormente questo senso di nostalgia curata e accennando a rituali dimenticati.

Il Peso della Storia: Mokomokai e la Forma Umana

Un filone particolarmente toccante nello sviluppo iniziale di Upritchard riguardava sculture che replicavano le teste rimpicciolite — i mokomokai — tradizionalmente create dal popolo Māori in Nuova Zelanda. Tuttavia, invece di appropriarsi direttamente di questa pratica culturalmente significativa, l'artista ha reso queste forme con i tratti dei volti Pākeha (neozelandesi di origine europea). Questa inversione deliberata ha scatenato una complessa conversazione sulla rappresentazione culturale, sul colonialismo e sull'etica del prestito artistico. Le teste, realizzate in gesso e cartapesta, venivano presentate su vetrine o piedistalli, enfatizzando ulteriormente il loro status di oggetti di contemplazione piuttosto che di venerazione. Intorno al 2006/2007, Upritchard ha iniziato a concentrarsi più intensamente sulla figura umana stessa, un cambiamento ispirato dall'incontro con l'opera dello scultore del XV secolo Erasmus Grasser a Monaco. Questa esplorazione ha portato a un crescente interesse per la scultura figurativa e la sua capacità di trasmettere emozioni e narrazioni complesse.

La Biennale di Venezia e il Riconoscimento Internazionale

Il momento della svolta per Upritchard è arrivato nel 2009, quando ha rappresentato la Nuova Zelanda alla Biennale di Venezia con la sua mostra Save Yourself. L'installazione presentava una serie di figure enigmatiche, realizzate in argilla polimerica e adornate con tessuti tinti a mano, ognuna dotata di una personalità e un'aura uniche. Quest'opera ha consolidato la sua reputazione di artista capace di creare sculture profondamente evocative e stimolanti che risuonano su più livelli. Da allora, Upritchard ha esposto ampiamente a livello internazionale, tra cui alla Tate Modern di Londra, al Museum of Modern Art di New York e in numerose altre prestigiose istituzioni. Le sue esposizioni presentano spesso una vasta gamma di materiali — plastica polimerica, figure mitologiche amorfe realizzate in balata (una gomma naturale), dinosauri in bronzo, vasi di vetro e urne in ceramica — tutti accuratamente disposti per creare ambienti immersivi che sfidano le nozioni convenzionali di tempo, storia e identità.

Fondere Tradizione e Temi Contemporanei

L'opera di Francis Upritchard non è facilmente definibile da un singolo stile o movimento. L'artista trae ispirazione da una vasta gamma di fonti — letteratura, sculture antiche, cimiteri, fantascienza — e fonde senza soluzione di continuità le tecniche artigianali tradizionali con le preoccupazioni artistiche contemporanee. Le sue distintive sculture figurative sono intrise di un senso di giocosa ambiguità, invitando gli spettatori a proiettare le proprie interpretazioni su queste forme enigmatiche. I mini-mondi di Upritchard vengono descritti come "anti-imperialisti e non gerarchici", offrendo uno spazio in cui le storie possono essere viste sotto una nuova luce attraverso la lente della parzialità, del malinteso e di inquietanti coincidenze. Le sue recenti mostre, come Sing Siren presso la Kate MacGarry a Londra (2025) e Any Noise Annoys an Oyster alla Kunsthal Charlottenborg di Copenaghen (2024), continuano a dimostrare la sua capacità di creare installazioni affascinanti che sfidano le nostre percezioni del passato e del presente. Attraverso la sua meticolosa maestria, l'immaginario evocativo e il profondo impegno con la storia e la mitologia, Francis Upritchard si è affermata come una voce significativa nell'arte contemporanea, un'artista la cui opera continua a risuonare molto tempo dopo l'incontro iniziale.
Frances Upritchard

Frances Upritchard

1976 - , Nuova Zelanda

Informazioni rapide

  • Artistic Movement Or Style: Arte Contemporanea
  • Date Of Birth: 1976
  • Full Name: Francis Upritchard
  • Nationality: Neozelandese
  • Notable Artworks: ['Jealous Saboteurs']
  • Place Of Birth: Porirua, Nuova Zelanda