Origini e Storia del Liria Palace
Il Liria Palace funge da residenza ufficiale della Casa d'Alba, distinguendosi come l'unico palazzo a Madrid che continua a mantenere la sua funzione di dimora privata. La costruzione dell'imponente edificio ebbe luogo tra il 1767 e il 1785, un progetto monumentale commissionato dal 3° Duca di Berwick e Liria, Don Jacobo Fitz-James Stuart e Columbus.
La storia di questo luogo è indissolubilmente legata alla stirpe dei Duchi di Berwick e d'Alba. Nel corso di oltre cinque secoli, questi nobili hanno saputo accogliere e preservare la straordinaria collezione d'arte che oggi abita il palazzo, un accumulo di capolavori che testimonia secoli di ininterrotto mecenatismo da parte della famiglia.
L'edificio e la sua architettura neoclassica
Il Liria Palace rappresenta un traguardo fondamentale dell'architettura neoclassica a Madrid. La direzione iniziale dei lavori fu affidata all'architetto francese Louis Guilbert, ma fu solo con l'intervento dell'architetto spagnolo Ventura Rodríguez che l'opera trovò la sua piena maturità architettonica, definendo il carattere razionale e simmetrico che ancora oggi incanta l'osservatore. Il completamento finale della struttura fu affidato a Blas Beltrán Rodríguez, dando vita a un interno sapientemente organizzato secondo una pianta rettangolare, allungata e armoniosa nella sua compattezza.
Gli spazi esterni si dispiegano in due ambienti distinti e suggestivi. Il giardino anteriore, ispirato al romantico stile inglese, accoglie il visitatore con un prato centrale e una ricca varietà arborea, tra cui spiccano magnolia, cedro, castagno, tasso e cipresso. Al contrario, il giardino posteriore, ridisegnato nel 1916 da Jean-Claude Nicolas Forestier, riflette un'impronta decisamente classicista, caratterizzata da una fontana centrale e da eleganti boschetti che conferiscono un senso di ordine e maestosità allo spazio.
L'Imponente Collezione d'Arte
La collezione, meticolosamente raccolta dai Duchi di Berwick e d'Alba nel corso di cinque secoli, è un tesoro inestimabile che spazia tra pittura, scultura, incisioni, arredi e arti decorative. Questi preziosi oggetti sono custoditi all'interno della residenza privata della Casa d'Alba, un insieme che include documenti storici e volumi rari che testimoniano secoli di ininterrotto mecenatismo. Tra questi spiccano il testamento del re Ferdinando II d'Aragona e una straordinaria collezione di lettere appartenute a Cristoforo Colombo.
La biblioteca custodisce un tesoro letterario senza pari, tra cui una prima edizione del Don Chisciotte risalente al 1605. Un altro volume di eccezionale importanza è la Bibbia d'Alba, che rappresenta una delle prime traduzioni spagnole dell'Antico Testamento. Questi manufatti fanno parte di una selezione ancora più vasta di libri e documenti conservati con cura negli archivi del palazzo.
La collezione si arricchisce inoltre di opere magistrali realizzate da alcuni dei più illustri artisti della storia, tra cui:
- San Domenico di Guzmán, circa 1650 - Francisco de Zurbarán
- La Duchessa d'Alba, la Duchessa Bianca, 1795 - Francisco Goya
- Carlo V e l'Imperatrice Isabella - Peter Paul Rubens
- Infanta Margarita II - Diego Velázquez
- María Francisca de Sales Portocarrero, 16ª Duchessa di Peñaranda, 1854 - Franz Xaver Winterhalter
- Marte e Venere, 1595 - Lavinia Fontana
Capolavori della Collezione
La collezione custodisce una ritrattistica di straordinaria importanza che narra, attraverso i secoli, la nobile stirpe della Casa d'Alba. Al centro di questo tesoro artistico svetta il ritratto della Duchessa d'Alba realizzato da Francisco Goya, opera nota anche come La Duchessa Bianca (1795), un'icona che cattura l'essenza stessa del prestigio nobiliare. Altri ritratti di eccezionale rilievo includono le maestose raffigurazioni del Granduca d'Alba opera di Tiziano e Rubens. La magnificenza della collezione è ulteriormente arricchita dal contributo di Peter Paul Rubens, che ha donato al patrimonio l'imponente opera Carlo V e l'Imperatrice Isabella. Proseguendo nel tempo, verso la metà del XIX secolo, la maestria di Franz Xaver Winterhalter si manifesta nel ritratto di María Francisca de Sales Portocarrero, la sedicesima Duchessa di Peñaranda, dipinto nel 1854.
Soggetti sacri e scene di corte si intrecciano armoniosamente attraverso le pennellate di illustri maestri spagnoli ed europei. Francisco de Zurbarán, con il suo San Domenico di Guzmán dipinto intorno al 1650, offre una delle testimonianze più intense e spirituali dell'intera collezione. L'eco del genio di Diego Velázquez risuona invece attraverso la sua delicata e potente rappresentazione dell' Infanta Margarita 2. Il prestigio del patrimonio è elevato anche dalla presenza di opere di El Greco e da ulteriori capolavori di Zurbarán. Questi tesvori sono protetti all'interno della dimora privata della Casa d'Alba, una collezione che ha saputo accumulare bellezza e storia nel corso di oltre cinquecento anni.
