Infanzia, Famiglia e Formazione
Nata a Roma il 12 settembre 1926, Bona Tibertelli entrò in un mondo che l'avrebbe col tempo plasmata come creatrice poliedrica. Trascorse gli anni della formazione nella capitale italiana, un'infanzia segnata dalle silenziose osservazioni dell'ambiente circostante. Questo primo periodo romano fornì le fondamenta per una vita definita da un movimento costante e da una perenne ricerca artistica. Già nel 1939, incoraggiata dai suoi maestri, si trasferì a Modena per studiare presso l'Istituto d’arte Venturi, un passaggio che segnò il suo primo passo formale nel disciplinato mondo della formazione artistica.
I legami familiari giocarono un ruolo decisivo nel suo sviluppo. Suo zio, il pittore Filippo de Pisis, era una figura di spicco all'interno del movimento del Novecento italiano. Attraverso la sua influenza, Bona iniziò a sviluppare ciò che descriveva come il suo "occhio interiore". Questo modo intuitivo di vedere fu ulteriormente affinato durante il suo soggiorno a Venezia, dove l'atmosfera e la guida dello zio aiutarono a coltivare la sua prospettiva unica. Questi primi anni non riguardarono tanto il seguire un percorso prestabilito, quanto piuttosto l'affilamento graduale di una visione personale.
Vita e attività a Parigi
L'anno 1947 segnò una svolta definitiva nella sua traiettoria quando si trasferì a Parigi per vivere e lavorare. Questa transizione verso la capitale francese la portò nel cuore di un'energia creativa inquieta e vibrante. Fu proprio durante questo periodo di assestamento che incontrò il poeta francese André Pieyre de Mandiargues. I due si sposarono il 2 febbraio 1950 a Modena, un'unione che avrebbe dato i natali a una figlia e che avrebbe influenzato profondamente il panorama della sua vita privata.
La stabilità della sua vita domestica cedette infine il passo alle complessità della separazione nel 1958. Nonostante questa rottura, il legame con il marito rimase un tema ricorrente nella sua biografia. Quando si risposarono a Parigi il 14 marzo 1967, Bona aveva già ottenuto la cittadinanza francese. Questo periodo della sua esistenza fu caratterizzato da un movimento costante tra i turbamenti personali e la ricerca di una visione distinta e singolare all'interno della scena artistica parigina.
Stile Artistico e Tecnica
L'evoluzione artistica di Bona si è estesa dal 1951 al 1995, segnata da un incessante movimento tra i diversi mezzi espressivi. La sua pratica iniziale era definita da pitture dall'influenza surrealista, in cui le composizioni emergevano da una collisione tra istinto e sogno. Queste opere presentavano spesso figure dalla sessualità ambigua e creature fantasmagoriche, intrecciando mito e metamorfosi in un simbolismo profondamente personale. Attraverso il suo "occhio interiore", l'artista ha cercato di esplorare l'occulto e l'arcano, costruendo paesaggi onirici che sembrano sospesi tra realtà e visione.
Con il mutare della sua ricerca, Bona si è allontanata dalla pittura tradizionale per approdare verso esplorazioni più tattili e materiche. Questa transizione ha portato allo sviluppo di opere in tessuto collage e cucito, nonché a complessi assemblaggi tessili. Un aspetto distintivo di questo periodo è stata la creazione dei suoi "ragarts": collage intimi composti da fodere strappate e riassemblate dalle giacche di suo marito. Queste opere hanno trasformato frammenti domestici scartati in qualcosa di interamente nuovo, sfumando i confini tra genere, corpo e spirito attraverso la manipolazione fisica del tessuto.
Circoli e Associazioni Notevoli
Con il suo arrivo a Parigi nel 1947, Bona si immerse in una fitta rete di intellettuali d'avanguardia. Il suo legame con il movimento surrealista si consolidò attraverso le frequentazioni con Jacqueline Lamba e André Breton. Questa vicinanza al cuore pulsante del movimento le permise di navigare in un panorama di profondo scambio creativo, muovendosi nelle orbite di figure come Max Ernst, Leonora Carrington e Dorothea Tanning. La sua presenza in questi circoli non fu quella di una semplice osservatrice; Bona agì spesso come musa, prestando il proprio volto alle opere di Hélène Oettingen e Man Ray.
La sua vita privata e la sua traiettoria professionale si intrecciarono profondamente con le correnti letterarie e artistiche dell'epoca. Il matrimonio con lo scrittore André Pieyre de Mandiargues la collocò al centro di un sofisticato ambiente intellettuale, un periodo della sua esistenza segnato da un dialogo costante tra l'immagine e la parola scritta. Il riconoscimento del suo talento fu ulteriormente sancito nel 1952, quando il mercante d'arte Heinz Berggruen le offrì l'opportunità di esporre, fornendole una vetrina fondamentale per la sua visione in continua evoluzione all'interno della scena artistica parigina.
Opere Chiave e Pubblicazioni
La produzione creativa di Bona si estese ben oltre la tela, trovando una voce distinta attraverso la parola scritta e la grafica d'arte. I suoi sforzi letterari furono frequenti, esplorando spesso le intersezioni tra pensiero e forma. Nel 1967, pubblicò La Cafarde attraverso Mercure de Paris, seguito da Surréalisme nel 1970 tramite Édition Lazar-Vernet. Questi primi incursioni nel testo furono seguiti da La nuit dorée nel 1971 e da uno sforzo collaborativo nel 1975 intitolato Parole peintes V, realizzato insieme a Francis Ponge. Questa collaborazione rimane un'interessante intersezione tra la sua sensibilità visiva e quella linguistica.
Gli ultimi anni della sua vita videro un impegno continuo verso l'espressione personale attraverso la prosa e la poesia. La sua autobiografia, Bonaventure, fu pubblicata nel 1977, offrendo uno sguardo sull'architettura privata delle sue esperienze. A questa seguì la pubblicazione di Poèmes nel 1988 da parte di Édition Fata Morgana. Nel campo della stampa, la sua opera Composition surréaliste, una litografia su carta Arches, dimostra la precisione del suo tratto grafico.
- Untitled, circa 1953
Gli ultimi anni e la morte
In seguito alla separazione dal marito avvenuta nel 1958, Bona cercò una rottura radicale con la sua pratica artistica consolidata. Un viaggio in Messico si rivelò un periodo trasformativo, capace di elettrificare la sua immaginazione e di indurla a un distacco dalla pittura tradizionale. Durante questi anni, la sua ricerca si spostò verso il tattile e il frammentato, sperimentando con il tessuto, il collage e l'assemblaggio tessile. Questi "ragarts"—composti da fodere strappate e riassemblate dalle giacche del marito—segnarono un'evoluzione significativa nella sua produzione creativa.
Le ultime decadi della sua vita rimasero profondamente radicate a Parigi. Dopo la morte del marito, André Pieyre de Mandiargues, avvenuta nel 1991, Bona continuò a vivere all'interno di quella città che per così tanto tempo era stata il suo ancora professionale e personale. La sua esistenza si concluse il 25 agosto 2000, nel XV arrondissement di Parigi. Fu sepolta nel cimitero del Père-Lachaise, per riposare accanto al suo compagno.
Domande e risposte
A quale periodo storico appartiene l'opera di Bona?
Bona ha operato nel periodo Età Moderna, collocando storicamente la sua attività.
Quante opere di Bona sono disponibili nel catalogo?
Puoi sfogliare 1 opere opere di Bona nella pagina Tutte le opere.
È disponibile un elenco completo delle opere di Bona?
Tutte le opere di Bona presenti su questo sito web sono consultabili nella pagina Tutte le opere dell'artista.
Di dove è Bona?
Bona è nato/a in Italia.
