Study for Funerary Monument di Vincenzo Gemito, riproduzione di un dipinto a olio realizzato a mano da un maestro d'arte
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Study for Funerary Monument Riproduzione di un dipinto a olio dipinto a mano

Dimensioni
33.0 x 47.0 cm

Vincenzo Gemito: scultore napoletano realista, celebre per opere come "Il Pescatorello" e "Il Filosofo". Cattura la vita popolare con un'intensità emotiva unica e maestria nella lavorazione del bronzo.

Riproduzione a olio fatta a mano

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€ 243

Study for Funerary Monument

Tecnica di riproduzione

Dimensioni riproduzione

-

Prezzo finale calcolato

€ 243

With a quick stroke of the pencil and a few touches of watercolour, the artist conjures up the intensely realistic image of a kneeling woman looking upwards and stretching out her hand with an expression of astonishment and devotion. Unquestionably drawn from life, the figure is completed with the insertion of an element, easily identifiable as part of a cross, set in an invented architectural frame sketched very lightly in pencil. The work displays close similarities with a drawing of the same size known as Study for a Funerary Monument, signed and dated 14 March 1916, which shows the same model wrapped in a large cloak in a pose almost identical to that of the figure in the Cariplo version. The presence of the cross, an iconographic attribute of religion, suggests that both drawings belong to the group of studies produced by the artist in the March and April of 1916 for the figure of Faith in connection with his intended participation in the competition held by the Vatican for the funeral monument of Pius X, who died in 1914. These preparatory studies, drawn during a stay in Rome, also appear to include a standing figure of classical composure dated 3 April 1916, which probably marks the conclusion of the artist’s work on the subject. The large-sized overall model (Rome, Galleria Comunale d’Arte Moderna e Contemporanea) completed in June was followed by a study of the main group in gilded wax showing the pope being borne up to heaven by angels (Naples, Museo di Capodimonte). The monument was to be installed above a doorway in a space bounded by two Corinthian columns beneath a coffered ceiling between the second and third chapels in the left aisle of Saint Peter’s, with the statue of Faith occupying the lower section. The plans failed, however, to satisfy the board of judges, who awarded the commission to the sculptor Pier Enrico Astorri with the collaboration of the architect Florestano Di Fausto.

Domande e risposte

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Come viene descritta la tavolozza di "Study for Funerary Monument" di Vincenzo Gemito?

I colori di "Study for Funerary Monument" compongono una tavolozza Neutrals. Questa classificazione descrive le famiglie di colori dominanti.

Dove posso acquistare una riproduzione dipinta a mano di "Study for Funerary Monument" di Vincenzo Gemito?

Puoi ordinare una riproduzione dipinta a mano di "Study for Funerary Monument" di Vincenzo Gemito direttamente nella sua pagina Riproduzione dipinta a mano: una riproduzione a olio dipinta a mano su tela di lino, realizzata su ordinazione.


Biografia dell'artista

Vincenzo Gemito: Il Realista di Napoli

Nato nell’ombra del vivace porto di Napoli nel 1852, Vincenzo Gemito emerse come una voce singolare nella scultura italiana – un artista che sfidò la convenzione accademica e catturò invece l'essenza cruda della vita napoletana con uno strabiliante realismo. Il suo viaggio da giovane orfano a celebrato artista è una testimonianza del suo talento innato, della sua disciplina incessante e di un profondo legame con la sua terra natia. Contrariamente a molti scultori del suo tempo, Gemito abbandonò in gran parte la formazione formale, plasmando il suo stile distintivo attraverso l'osservazione, l'esperimento e una profonda comprensione della forma umana – un’abilità affinata inizialmente nei laboratori di artisti affermati come Emanuele Caggiano e Stanislao Lista.

Gli anni giovanili di Gemito furono segnati dall'instabilità. Abbandonato alla nascita, fu cresciuto all'interno delle mura dell'ospizio Santissima Annunziata, ricevendo il cognome Genito – una pratica comune per i bambini abbandonati. Questa esperienza formativa instillò in lui un’attitudine alla vulnerabilità umana e una profonda consapevolezza delle disparità sociali, temi che sarebbero emersi ripetutamente nel suo lavoro. L'adozione da parte di una giovane famiglia fornì una parvenza di stabilità, introducendolo al mestiere artigianale – una base fondamentale per la sua futura carriera. L’incoraggiamento ricevuto dal padre, un artigiano, probabilmente coltivò la sua destrezza innata e lo spirito inventivo, abilità che si manifestarono rapidamente nei suoi primi sforzi artistici.

L'Ascesa di un Maestro Auto-Educato

Lo sviluppo artistico di Gemito accelerò durante il suo apprendistato con Caggiano e Lista. Il suo talento eccezionale fu riconosciuto presto: a soli sedici anni, creò *Il Giocatore* (Il Giocatore), una scultura in terracotta che suscitò un'ondata di entusiasmo alla Promotrice di Belle Arti di Napoli. L’opera, caratterizzata dal suo realismo e dalla sua profondità emotiva, catturò l’attenzione del Re Vittorio Emanuele II, che la acquistò immediatamente per il Museo di Capodimonte – un momento cruciale che stabilì la reputazione di Gemito. Questo precoce successo dimostrò la sua capacità di tradurre l'osservazione in forme tridimensionali convincenti, una caratteristica distintiva del suo stile.

Nel 1877, alla ricerca di ulteriore stimolo artistico e visibilità, Gemito si trasferì a Parigi, dove trovò un’anima affine nel rinomato pittore Jean-Louis-Ernest Meissonier. Questo periodo fu trasformativo, consentendogli di sperimentare con vari media – disegno, pittura e, in seguito, fusione a bronzo. Le sue apparizioni al Salone parigino, culminate nell'entusiasmante esposizione di *Neapolitan Fisherboy* nel 1878, consolidarono la sua fama internazionale. L’intensità di questo successo alimentò la sua ambizione e rafforzò il suo impegno a catturare esperienze umane autentiche.

Tecnica e Soggetto

La tecnica scultorea di Gemito era caratterizzata da un'attenzione meticolosa ai dettagli e da un approccio innovativo alla fusione a bronzo. Studiò attentamente la scultura antica, in particolare le opere di Canova, ma rifiutò il loro formalismo rigido a favore di uno stile più espressivo e psicologicamente sfumato. Le sue figure erano spesso rese con una qualità grezza, riflettendo la vita degli abitanti comuni di Napoli – pescatori, mendicanti, venditori ambulanti e operai – piuttosto che eroi idealizzati o soggetti mitologici. Questa scelta deliberata rifletteva il suo impegno a rappresentare le realtà del suo ambiente.

Anche la sua materia prima era profondamente radicata a Napoli. Spesso raffigurava scene di vita quotidiana, immortalando con una profonda empatia e perspicacia lo spirito resiliente dei suoi abitanti. *Carmela*, *Zingara Maria*, *Narciso* e *Acquaiolo* sono solo alcuni esempi delle sue icone opere che celebrano i personaggi napoletani con una straordinaria profondità emotiva. La capacità di Gemito di infondere questi apparentemente umili soggetti con un'intensità emotiva profonda è ciò che lo distingue come artista veramente eccezionale.

Anni Successivi e Eredità

Nonostante il considerevole successo, la vita successiva di Gemito fu segnata da tragedie personali e difficoltà artistiche. La morte della sua amata moglie, Anna Cutolo, nel 1887, lo immerse in un periodo profondo di depressione, portando a un prolungato periodo di isolamento e instabilità mentale. Si ritirò dalla vita pubblica, dedicandosi principalmente al disegno – un mezzo che gli offriva conforto e gli consentiva di continuare ad esplorare la forma umana. Il suo commissionamento per scolpire l'imperatore Carlo V per la nicchia del Palazzo Reale di Napoli si rivelò particolarmente impegnativo, culminando in un esito disastroso che esacerbò ulteriormente il suo tormento emotivo.

Negli ultimi anni, Gemito si dedicò all’oreficeria, producendo opere intricate e delicate che mettevano in mostra la sua eccezionale abilità tecnica. Morì nel 1929, lasciando dietro di sé un ricco patrimonio di sculture e disegni che continuano ad affascinare il pubblico oggi. Il lavoro di Vincenzo Gemito è una testimonianza potente del potere trasformativo dell'osservazione, dello spirito indomabile di Napoli e della capacità profonda dell’arte di catturare l'essenza dell'esperienza umana.

Vincenzo Gemito

Vincenzo Gemito

1852 - 1929 , Italia

Dettagli rapidi

  • Artistic Movement Or Style: Realismo in scultura
  • Artists Or Movements Influenced By This Artist:
    • Canova
    • Scuola Napoletana
  • Artists Who Influenced This Artist:
    • Emanuele Caggiano
    • Stanislao Lista
  • Date Of Birth: 16 luglio 1852
  • Date Of Death: 1 marzo 1929
  • Full Name: Vincenzo Gemito
  • Nationality: Italiano
  • Notable Artworks:
    • Il Giocatore
    • Pescatorello
    • Zingara Maria
  • Place Of Birth: Napoli, Italia