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Nata a Cambridge, in Inghilterra, nel 1970, l'opera di Jenny Saville ha spostato irrevocabilmente il nostro sguardo verso la forma femminile, sfidando le nozioni convenzionali di bellezza e richiedendo un coinvolgimento viscerale con le realtà del corpo. Emersa inizialmente come una delle figure chiave dei Young British Artists (YBA), accanto a nomi come Damien Hirst e Tracey Emin, Saville si è rapidamente distinta per le sue rappresentazioni intensamente personali e spesso inquietanti delle donne: non dee idealizzate, ma soggetti resi con forza, alle prese con la propria fisicità, le proprie ansie e le proprie esperienze.
Il percorso artistico di Saville è iniziato con un deliberato rifiuto delle tendenze concettuali e neo-concettuali prevalenti nel movimento YBA. Mentre i suoi contemporanei abbracciavano installazioni multimediali e provocatorie tattiche d'urto, Saville è tornata agli strumenti fondamentali della pittura – l'olio su tela – dedicandosi a opere figurative meticolosamente realizzate. Le sue tele sono dominate da figure colossali e carnose, spesso presentate in primo piano, che rivelano ogni imperfezione, cicatrice e increspatura della pelle. Questo impegno verso una rappresentazione diretta, unito a una padronanza magistrale del colore, della luce e della consistenza, crea un impatto immediato e profondamente toccante sullo spettatore.
Le influenze sul lavoro di Saville sono diverse e stratificate. L'artista cita i maestri del Rinascimento come Rubens per la sua abilità tecnica e la capacità di trasmettere volume e peso, ma attinge simultaneamente all'astrazione del Cubismo e alla sensualità della pittura Barocca. Elementi dell'Espressionismo Astratto permeano inoltre il suo stile, in particolare nella pennellata libera e nell'uso espressivo del colore. Inoltre, l'opera di Saville si confronta con le questioni contemporanee relative al genere, all'obesità e alle pressioni sociali volte a conformarsi a standard di bellezza irrealistici. I suoi dipinti non sono semplici ritratti; sono esplorazioni di come percepiamo i nostri corpi e di come tali percezioni siano modellate da forze esterne.
La svolta decisiva per Saville è arrivata con una serie di dipinti su grande scala, spesso definiti le sue "pitture di carne", iniziata alla fine degli anni Novanta. Queste opere – tra cui Provocations (1997), Girl (1998) e Back (2001) – causarono notevoli controversie al momento della loro esposizione. La critica reagì inizialmente con shock e disagio, mettendo in dubbio le motivazioni dell'artista e accusandola di sfruttare i corpi femminili. Tuttavia, man mano che Saville continuava a produrre queste immagini potenti, iniziò a emergere una comprensione più profonda del loro significato.
Le "pitture di carne" non hanno l'intento di essere apertamente sessuali o sfruttatrici. Al contrario, rappresentano un confronto deliberato con le realtà spesso trascurate del corpo femminile: il suo peso, la sua consistenza, le sue imperfeello. I soggetti di Saville sono presentati senza scuse, spogliati di qualsiasi patina idealizzata. Ella costringe gli spettatori a confrontarsi con i propri pregiudizi e assunzioni sulla bellezza, stimolando un esame critico di come giudichiamo e valorizziamo i corpi delle donne.
Jenny Saville si è rapidamente affermata come una delle pittrici contemporanee più importanti della scena attuale. Il suo lavoro è esposto in prestigiose gallerie di tutto il mondo, tra cui la Gagosian Gallery, che la rappresenta a livello internazionale. Ha allestito mostre personali in istituzioni rinomate come il Museo di Palazzo Vecchio a Venezia, la Scottish National Gallery di Edimburgo e il Norton Museum of Art in Florida.
I suoi dipinti sono molto ricercati dalle collezioni pubbliche, con opere significative custodite da istituzioni come il The Broad a Los Angeles, le Collezioni George Economou ad Atene, il Metropolitan Museum of Art di New York e numerosi altri musei in Europa e Nord America. Questo ampio riconoscimento sottolinea l'impatente impatto e il successo critico della sua visione artistica.
L'opera di Saville si estende ben oltre le sue iconiche "pitture di carne". L'artista continua a esplorare temi legati al corpo, all'identità e alla percezione sociale attraverso una vasta gamma di soggetti e approcci. Il suo lavoro incorpora spesso elementi della fotografia, utilizzando dettagli ravvicinati e composizioni accuratamente costruite per creare un senso di immediatezza e intimità. Affronta frequentemente questioni riguardanti il binarismo di genere, l'obesità e le pressioni che le donne affrontano nella società contemporanea.
Inoltre, i dipinti di Saville non riguardano semplicemente la forma femminile; sono anche meditazioni sulla memoria, sull'esperienza e sul passare del tempo. I suoi soggetti appaiono spesso vulnerabili ed esposti, invitando gli spettatori a contemplare le proprie vite e relazioni. Attraverso la sua onestà incrollabile e la maestria tecnica, Jenny Saville ha creato un corpus di opere che è allo stesso tempo profondamente commovente e intellettualmente stimolante – una testimonianza del potere della pittura di affrontare verità difficili e sfidare le prospettive convenzionali.
1970 - , Regno Unito