L'Architetto del Barocco Danese
Bergen, 1630. Il figlio di Solomon van Haven entra in un mondo in cui l'arte e la monarchia sono già profondamente intrecciate. Mentre il padre si assicura il favore della corona danese-norvegese, il giovane Lambert inizia una traiettoria che rimodellerà il paesaggio fisico di Copenaghen. È un uomo dalle molteplici discipline—architetto, maestro costruttore e pittore—ma è la permanenza strutturale di pietra e malta a definire la sua eredità. Entro il 1653, la quiete della sua giovinezza svanisce quando parte per un'odissea di sedici anni tra Italia, Francia e Paesi Bassi. Questo non è un semplice viaggio; è un'immersione profonda nei meccanismi dello stile Barocco, assorbendo la geometria imponente dei maestri olandesi e la teatralità di quelli italiani.
La transizione da studente ad autorità statale avviene con un peso improvviso. Nel 1671, il re Cristiano V gli conferisce il titolo di primo Capo Architetto ufficiale di Danimarca-Norvegia. La responsabilità è assoluta. Non è più solo un professionista; è l'esecutore della volontà architettonica del sovrano, incaricato di tradurre l'ambizione regale in granito e arenaria.
Ambizione Strutturale e Comando Reale
La sua opera si manifesta nelle ossa stesse della città. Lo skyline di Copenaghen porta l'impronta della sua visione, in particolare attraverso progetti che definiscono l'intersezione tra difesa e decorazione. Tra i suoi contributi più significativi figurano:
- La Chiesa del Salvatore, una struttura in Barocco olandese costruita a forma di croce greca, caratterizzata da pilastri tuscanici che si arrampicano sulla facciata.
- La porta cittadina di Nørreport, una massiccia costruzione in arenaria commissionata nel 1671 per sostituire un predecessore in decadenza.
- Il ridisegno degli interni del Palazzo di Frederiksborg, in particolare la Sala delle Udienze, che trae profonda ispirazione dall'influenza di Bernini.
La porta di Nørreport rimane un punto di riferimento fondamentale nella storia urbana. Fino al suo smantellamento nel 1857, deteneva il primato di essere la più alta e raffinata tra le porte di Copenaghen. Era una presenza imponente e ornamentale che custodiva il confine della città. Nel frattempo, il suo lavoro al Palazzo di Frederiksborg dimostra uno spostamento verso gli stili francese e italiano, utilizzando lo spazio interno per glorificare il monarca attraverso un design preciso e drammatico.
L'Ultimo Progetto
Gli ultimi anni della sua vita lo vedono muoversi tra i corridoi del potere, non solo come costruttore, ma come ispettore di tutte le collezioni d'arte appartenenti al re Cristiano V. La sua influenza si estende alla pianificazione stessa della capitale, con la sua mano probabilmente presente nel design del Palazzo di Charlottenborg e del Palazzo Niels Juel su Kongens Nytorv. Egli oscilla tra le praticità della costruzione e l'alta estetica della corte, una doppia esistenza che definisce la vita professionale di un maestro costruttore Barocco.
Muore a Copenaghen nel 1695. Lascia dietro di sé una città che è stata fisicamente riordinata dalla sua mano, un paesaggio dove il Barocco olandese e la grandiosità della monarchia danese sono incisi nella pietra della Chiesa del Salvatore e nelle porte della città.