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Ossip Zadkine (1890-1967), nato Yossel Aronovich Tsadkin a Vitebsk, Bielorussia, è stato una figura chiave nell'arte del XX secolo, principalmente riconosciuto come scultore ma anche capace pittore e litografo. Il suo percorso artistico si estese attraverso continenti e movimenti, riflettendo i tempi turbolenti che visse. Nato in una famiglia ebraica—suo padre era ebreo e sua madre affermava di avere origini scozzesi—la vita iniziale di Zadkine fu segnata da un'ampia famiglia (cinque fratelli) e dall'esposizione a diverse influenze culturali all'interno dell'Impero russo.
La formazione artistica formale di Zadkine iniziò a Londra prima che si stabilisse a Parigi nel 1910, una città che sarebbe diventata la sua casa per tutta la vita. Frequentò brevemente l'École des Beaux-Arts ma presto si orientò verso circoli più d'avanguardia. Un periodo significativo fu trascorso a "La Ruche", una cooperativa di artisti che promuoveva sperimentazione e collaborazione. Inizialmente, Zadkine abbracciò il Cubismo dal 1914 al 1925, dimostrando una chiara comprensione dei suoi principi nei suoi primi lavori. Tuttavia, ben presto iniziò a forgiare un proprio stile distintivo, traendo ispirazione dall'arte africana e greca—una partenza che lo distinse dalle rigide regole dell'astrazione geometrica puramente.
L'opera di Zadkine è segnata da un'esplorazione profonda delle emozioni umane, della perdita e della resilienza. Le sue sculture spesso trasmettono un senso di vulnerabilità e forza simultaneamente. Sebbene abbia sperimentato vari materiali, il bronzo divenne un mezzo distintivo per i suoi lavori successivi.
La vita di Zadkine fu profondamente influenzata da entrambe le guerre mondiali. Servì come barelliere nell'esercito francese durante la Prima Guerra Mondiale, vivendo in prima persona gli orrori del combattimento. Durante la Seconda Guerra Mondiale, cercò rifugio negli Stati Uniti dal 1942 al 1945. Questo periodo diede origine a una serie di ritratti e affinò ulteriormente la sua visione artistica. Dopo la guerra, Zadkine tornò in Francia e continuò a creare opere significative, tra cui la già citata La Città Distrutta. Trascorse anche del tempo a Les Arques, dove scolpì un monumentale Cristo sulla Croce e Pietà per la chiesa locale.
Il contributo di Ossip Zadkine alla scultura moderna è innegabile. La sua capacità di sintetizzare diverse influenze—Cubismo, arte africana, antichità greca—in uno stile personale unico lo ha stabilito come una figura significativa nell'arte del XX secolo. Il suo lavoro trascende le sole preoccupazioni formali, impegnandosi con temi profondi della sofferenza umana e dello spirito umano duraturo. Il Musée Zadkine a Parigi, situato nella sua ex casa e studio, e un altro a Les Arques, preservano ed espongono la sua vasta opera, garantendo che la sua eredità continui a ispirare le generazioni future. La sua amicizia con Henry Miller, che lo immortalò come "Borowski" in Il Tropico del Cancro, ha ulteriormente cementato il suo posto nel panorama culturale dell'epoca.
1890 - 1967 , Bielorussia