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"Plate" (1524) di Nicola da Urbino è uno splendido dipinto circolare rinascimentale che raffigura una scena biblica con ricchi dettagli e influenze classiche. Ammirane l'intricata composizione e la maestria artistica.

Scopri Nicola da Urbino (1480-1544), maestro della pittura del Rinascimento veneziano. Celebre per i suoi ritratti drammatici ed emozionanti e le scene religiose, esplora la sua eredità artistica.

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Prezzo totale

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-

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Dettagli rapidi

  • Location: Musée du Louvre, Paris
  • Year: 1524
  • Title: Plate
  • Artistic style: Renaissance
  • Medium: Tin-glazed earthenware
  • Notable elements: Classical architecture
  • Influences:
    • Raphael
    • Ovid

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
What is the primary subject depicted in Nicola da Urbino’s ‘Plate’?
Domanda 2:
In what century was Nicola da Urbino’s ‘Plate’ created?
Domanda 3:
The circular format of 'Plate' suggests it was likely intended for what purpose?
Domanda 4:
What architectural element is prominently featured at the center of ‘Plate’?
Domanda 5:
The presence of heraldic symbols on the plate indicates its association with which type of setting?

A Window Into Renaissance Grace: Nicola da Urbino’s “Plate”

Nicola da Urbino's "Plate," painted in 1524, isn’t merely a decorative circular panel; it’s a meticulously crafted microcosm of the High Renaissance, brimming with narrative depth and an exquisite sense of human drama. Housed within the Louvre’s collection, this work transcends its modest dimensions (27 x 27 cm) to offer a captivating glimpse into the artistic sensibilities of a master craftsman and his era. The painting immediately draws the eye with its rich tapestry of colors – deep blues and greens contrasting against warm ochres and yellows – creating an atmosphere both serene and subtly charged.

At the heart of “Plate” lies a classical architectural structure, reminiscent of a portico or entranceway, rendered in delicate light yellow tones that evoke the cool elegance of marble. This central element serves as a framing device for a complex scene unfolding within its embrace. To the left, a fountain cascades into a basin, graced by a cherubic figure spouting water – a symbol of abundance and divine grace. Within the portico itself, two figures engage in an intimate exchange, their bodies subtly intertwined, while another observes from above, suggesting a quiet contemplation. The composition is remarkably balanced, yet vibrates with unspoken narratives.

The Story Unfolds: Myth, Allegory, and Heraldry

Beyond the immediate human drama, “Plate” is steeped in symbolic meaning. The scene depicted—a retelling of the myth of Hyppolitus and Phaedra—is drawn from Ovid’s *Metamorphoses*, a cornerstone of Renaissance literature and art. The figures are not simply characters in a classical tale; they embody broader themes of love, betrayal, and divine judgment. The presence of heraldic symbols – banners bearing crests and emblems – hints at the patronage of nobility, suggesting that this painting was intended for display within a grand hall or as part of a larger decorative scheme designed to impress and proclaim status.

Notably, the composition incorporates elements of allegory and moral instruction. The story itself serves as a cautionary tale about unchecked desire and the consequences of deceit. The figures’ gestures and expressions convey a range of emotions – longing, sorrow, anger— inviting viewers to contemplate the complexities of human relationships. The inclusion of the arms of Gonzaga and Este further anchors the work within its historical context, reflecting the power and influence of these prominent families.

A Masterclass in Renaissance Technique

Nicola da Urbino’s skill as a painter is evident in every detail of “Plate.” His masterful use of perspective creates a convincing illusion of depth, drawing the viewer into the scene. The delicate rendering of fabrics, the subtle modeling of faces, and the precise execution of architectural elements demonstrate his command of technique. The artist's choice of color—particularly the luminous blues and greens—adds to the painting’s overall sense of beauty and sophistication.

Furthermore, da Urbino’s innovative use of *istoriato*, a technique where the entire surface of a panel is devoted to a single representational scene, sets “Plate” apart. This approach allowed him to create a truly immersive experience for the viewer, inviting them to become active participants in the unfolding narrative. The painting's circular format—a medallion-like quality—further enhances this effect, creating a sense of unity and completeness.

A Timeless Reflection on Human Nature

“Plate” is more than just a beautiful work of art; it’s a profound meditation on the human condition. Through its carefully constructed narrative, evocative imagery, and masterful technique, Nicola da Urbino invites us to contemplate the complexities of love, betrayal, and morality. It remains a testament to the enduring power of Renaissance art to capture both the beauty and the tragedy of human experience—a timeless reflection that continues to resonate with viewers centuries later.


Biografia dell'artista

Lo Spirito Visionario di Nicola da Urbino

Nicola da Urbino (1480–1544) si staglia come una figura singolare nel vibrante arazzo del Rinascimento veneziano, incarnando un connubio eccezionale tra intuizione psicologica e tecnica magistrale. Nato nell'illustre corte di Urbino—centro rinomato per il patrocinio della cultura umanistica e dell'innovazione artistica—i suoi anni formativi gli infondarono un profondo apprezzamento per gli ideali classici, intrecciati a una nascente espressione emotiva. A differenza di molti artisti del suo tempo che aderivano rigidamente alle convenzioni stabilite, da Urbino possedeva una curiosità innata che lo spinse oltre i confini stilistici, dando vita a ritratti e scene religiose intrisi di una profondità e di una sfumatura senza pari.

Il suo percorso artistico ebbe inizio sotto la profonda tutela di Piero della Francesca, titano della prospettiva e della precisione geometrica. Questa precoce base di rigore matematico funse da vitale contrappeso al fervore umanista che stava travolgendo l'Europa, plasmando l'approccio di da Urbino nel rappresentare la forma umana con accuratezza anatomica e integrità strutturale. Tale fondamento gli permise di padroneggiare l'interazione tra luce e ombra, creando opere che apparivano al contempo fisicamente radicate e spiritualmente trascendenti.

Una Maestria tra Emozione e Forma

Con il progredire della sua carriera, lo stile di da Urbino si caratterizzò per una straordinaria sensibilità verso l'emozione—marchio distintivo della scuola veneziana—unita a un incrollabile impegno verso il realismo anatomico. Egli si allontanò dalle figure puramente idealizzate predilette da alcuni suoi contemporanei, scegliendo invece di ritrarre i soggetti con una vulnerabilità palpabile e una complessità psicologica profonda. Attraverso uno studio meticoloso della muscolatura e della struttura scheletrica umana, raggiunse un'accuratezza sorprendente, riuscendo simultaneamente a trasmettere tormento interiore o serena contemplazione.

La sua influenza si estese ben oltre il luogo di nascita, come dimostrato dai suoi significativi incarichi nei principali centri artistici. Un momento cruciale della sua carriera giunse quando Federico Gonzaga lo commissionò per decorare la Cappella Gavotti a Roma. Questa impresa monumentale cementò la sua reputazione come uno dei più eminenti pittori dell'epoca. Durante questo periodo, collaborò strettamente con figure quali Pietro da Cortona, assorbendo suggestioni stilistiche dalle drammatiche tradizioni del fresco e elevando le proprie sensibilità artistiche verso nuove vette di grandezza.

L'Eredità nell'Arte Decorativa e Sacra

La versatilità di Nicola da Urbino è forse più evidente quando si esamina l'ampiezza dei suoi mezzi espressivi. Il suo genio non era confinato esclusivamente alla tela o all'affresco, ma si estendeva ai delicati domini delle arti decorative e delle composizioni intricate. I suoi contributi all'estetica rinascimentale possono essere ammirati attraverso diverse opere notevoli:

  • Il Piatto (1524): Una splendida pittura circolare che funge da testimonianza della sua capacità di gestire complesse narrazioni bibliche all'interno di un formato intimo e contenuto, mostrando ricchi dettagli e influenze classiche.
  • Ciotola a Bordo Largo: Un vibrante capolavoro in ceramica dove egli fuse magistralmente araldica e allegoria, dimostrando che il suo dominio del linguaggio simbolico era altrettanto potente nelle arti decorative quanto nella pittura religiosa.

In definitiva, la rilevanza storica di Nicola da Urbino risiede nella sua capacità di colmare il divario tra la rigida precisione geometrica del primo Rinascimento e la ricchezza emotiva e atmosferica dello stile veneziano maturo. Egli rimane un maestro della condizione umana, lasciando in eredità opere che continuano a affascinare lo spettatore con la loro profonda umanità e la loro intramontabile grazia.

Nicola Da Urbino

Nicola Da Urbino

1480 - 1544 , Italia

Informazioni rapide

  • Artisti Che Hanno Influenzato Questo Artista:
    • Andrea Mantegna
    • Giovanni Battista Tiepolo
  • Data Di Nascita: 1480
  • Luogo Di Nascita: Urbino, Italia
  • Movimento O Stile Artistico: Rinascimento veneziano
  • Nazionalità: Italiana
  • Nome Completo: Nicola da Urbino
  • Opere D'Arte Note:
    • Piatto
    • Ciotola a bordo largo
    • Piatto fondo
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