Michael Taylor: L'Architetto della Luce e del Vetro
Michael Taylor è un artista vetrarista americano, maestro e conferenziere, la cui fama mondiale risiede soprattutto nelle sue iconiche sculture geometriche in vetro. La sua maestria si esprime attraverso una tecnica di lavorazione a freddo, in cui modella, lucida e lamina blocchi traslucidi di vetro colorato e trasparente, unendoli con precisiono millimetrica tramite resina epossidica, creando composizioni che sembrano sfidare la gravità.
Nato a Lewisburg, nel Tennessee, Taylor iniziò il suo percorso artistico con il disegno già all'età di 12 anni. A 18 anni si iscrisse alla Middle Tennessee University di Murfreesboro, dove ottenne una laurea in educazione artistica. Il suo incontro decisivo con il vetro avvenne nel 1967, durante gli studi specialistici presso la East Tennessee University a Johnson City, grazie a una borsa di studio estiva presso la Penland School of Crafts. Fu proprio lì che scoprì le infinite potenzialità del vetro come medium espressivo. Tornato a Penland nel 1968, sotto l'ispirazione dell'artista vetrarista Fritz Dreisbach, iniziò a sperimentare con questo materiale, completando nel 1969 un Master in scultura e ceramica. Quell'estate, approfondì le sue conoscenze presso l'Università dello Utah, studiando sotto la guida del celebre istruttore Marvin Lipofsky.
Nel 1970, Taylor partecipò al workshop della Toledo Museum School, un momento fondamentale in cui entrò in contatto con i pionieri del movimento della vetro-scultura, tra cui Dominick Labino e Harvey Littleton. Questo periodo di intensa crescita lo portò a vincere una prestigiosa borsa di studio Louis Comfort Tiffany per collaborare con Littleton nel Wisconsin. La sua carriera accademica fu altrettanto brillante: dopo aver guidato il dipartimento d'arte al Peabody College, ricoprì incarichi di insegnamento in prestigiose istituzioni come la Haystack Mountain School of Crafts e la Naples Mills School of Arts and Crafts, contribuendo inoltre alla nascita di programmi di vetro in diverse università americane, tra cui la University of South Carolina e il Maryland Institute College of Art.
Il suo percorso l'ha portato a guidare il programma di vetro del Rochester Institute of Technology per ben 19 anni, portando la sua esperienza anche all'estero, insegnando al Tokyo Glass Art Institute in Giappone e collaborando con le comunità artistiche in Messico e Corea. La sua eredità vive oggi attraverso i suoi studenti, tra cui spiccano artisti come Jiyong Lee, Jonathan Schmuck e Sam Stark.
Prima di diventare un maestro del vetro, Taylor iniziò la sua carriera nella ceramica. Le sue prime serie, come "Analytical Perspectives" (1965-66), esploravano il formato del vaso, mentre con la serie "Libidinous Manifest" del 1969, scultoreggiò forme organiche in ceramica, posizionandole su piedistalli di legno per rivendicare la loro natura puramente scultorea. In un contrasto audace tra la sensualità delle forme e l'uso di smalti lucidi dai colori vibranti, Taylor integrò elementi geometrici e decorazioni psichedeliche che collocarono le sue opere nel cuore dell'estetica dell'epoca.
Il 1969 segnò anche il suo primo approccio alla soffiatura del vetro. Le prime sperimentazioni, come la serie "Glass Fabrication", vedevano l'unione di forme soffiate con elementi industriali e prodotti automobilistici, creando un dialogo inedito tra arte e materia quotidiana. Un viaggio in Scandinavia nel 1974 presso il Johansfors Glasbruk, in Svezia, gli permise di sviluppare la serie "Johansfors", lavorando sul taglio e l'assemblaggio di forme trasparenti prodotte in fabbrica. Al suo ritorno nello studio di Nashville, Taylor continuò questa ricerca con la serie "N-sequence" (1975-76). In questa fase, l'artista comprese che le impurità del vetro sodalime interferivano con la purezza visiva delle sue opere; per questo motivo, nelle serie successive, scelse di utilizzare il vetro borosilicato, noto per la sua estrema trasparenza e resistenza, raggiungendo una perfezione formale e luminosa senza precedenti.
altro...