Biografia dell'artista
Derwent Lees: Un Genio Oscurato dalla Luce e dall'Ombra
Derwent Lees (1884–1931) rappresenta una figura unica nella storia dell’arte australiana – un pittore paesaggista il cui talento straordinario fu tragicamente soffocato dalla malattia mentale, lasciando dietro di sé un patrimonio di tele evocatrici impregnate sia della bellezza impressionistica che di uno sguardo inquietante nell'anima dell'artista. Nato Desmond Lees ad Hobart, Tasmania, Australia, egli affrontò difficoltà infantili quando un incidente equestre causò l’ amputazione del piede sinistro all’età di diciassette anni. Nonostante questa limitazione fisica, Lees perseguì con determinazione le sue aspirazioni artistiche, iscrivendosi alla Melbourne Grammar School prima di trasferirsi a Londra nel 1905 e immergendosi nella rigorosa formazione offerta dalla Slade School of Fine Art.
Il suo soggiorno alla Slade consolidò il suo legame con altri artisti come Augustus John e James Dickson Innes, favorendo uno spirito collaborativo che avrebbe definito gran parte della sua vita artistica successiva. Il quartetto trascorreva estati insieme a Nant Ddu, Galles, catturando il drammatico paesaggio gallese con pennellate audaci e tonalità vibranti – un periodo segnato da energia creativa intensa ed scambio intellettuale. L’ affascinazione di Lees per l'Impressionismo è innegabile; abbracciò le tecniche pionieristiche promosse da Monet e Sisley, privilegiando istanti fugaci di luce e atmosfera rispetto al dettaglio scrupoloso. Tuttavia, il suo lavoro possiede anche un'influenza Fauvista, evidente nell’ uso di colori dissonanti e distorsioni espressive – una scelta stilistica che riflette sia le sue sensibilità artistiche sia forse un desiderio inconscio di comunicare intensità emotiva.
L’ Armory Show del 1913 a New York rappresentò un momento decisivo nella carriera di Lees, segnalandolo come l'unico artista australiano partecipante a questa rivoluzionaria esposizione che celebrava l’ arte avant-garde provenienti da tutta Europa. Questa esposizione consolidò la sua reputazione di pittore visionario e sancì il suo posto nel fervente dialogo artistico internazionale. Eppure, nonostante i suoi risultati considerevoli, la vita di Lees prese una svolta inquietante dopo la Prima Guerra Mondiale. Diagnosticato con schizofrenia, egli volontariamente entrò nell’ Ashworth Asylum nel 1918 rimanendo lì fino alla morte nel 1931, lasciando dietro di sé un corpo d'opera che continua a affascinare studiosi e appassionati d’ arte allo stesso modo.
I suoi dipinti – come “Evening”, che raffigura un tranquillo tramonto sul lago illuminato dal caldo oro (“Along The Riverbank”), e “Lyndra, Sunset, Aldbourne” – sono caratterizzati dalla loro armoniosa luminosità dei colori e dalle pennellate libere, catturando l’ essenza dei paesaggi australiani con sorprendente sensibilità. Queste opere non sono semplici rappresentazioni della natura; esse sono impregnate di profondità emotiva che parlano alla profonda partecipazione di Lees al mondo naturale e alla sua lotta per conciliare bellezza e oscurità interiore. Il suo stile impressionistico fu influenzato dalle opere di Monet, Sisley e Degas, con cui condivise una visione comune della luce e dell’atmosfera. Tuttavia, egli sviluppò anche un interesse per il Fauvismo, ispirandosi alle opere di Matisse e André Derain, che utilizzavano colori puri e audaci per esprimere emozioni intense. Questo stile si può osservare soprattutto nelle sue opere più tarde, dove Lees abbandonò la precisione del dettaglio a favore della forza espressiva delle pennellate.
Le sue opere furono esposte con successo in numerose gallerie londinesi e alla Biennale di Venezia nel 1936, dove rappresentava l’Australia – un evento significativo che testimonia il riconoscimento ottenuto dall'artista dopo la sua morte. Il suo lavoro fu studiato da alcuni dei più importanti artisti del periodo, tra cui Vanessa Bell e Duncan Grant, membri fondatori della Friday Club, una società artistica londinese attiva nel periodo prebellico. Lees ebbe anche rapporti di amicizia con Augustus John e James Dickson Innes, dipingendo insieme in nord Galles tra il 1910 e il 1913, dove divennero noti come gli artisti dello Schola Arenig. Questo gruppo collaborativo condivise una visione comune della bellezza naturale e dell’importanza dell'esperienza artistica. Il suo stile pittorico fu influenzato dalle opere di Cézanne e Picasso, con cui condiviso un interesse per la semplificazione delle forme e l’uso del colore simbolico.
È importante sottolineare che Lees ebbe una vita personale difficile, segnata dalla malattia mentale e dalla povertà. Dopo il suo trasferimento a Londra nel 1905, egli studiò alla Slade School of Fine Art sotto la direzione di Henry Tonks e Frederick Brown, dove sviluppò un metodo pittorico caratterizzato dalla ricerca della bellezza attraverso l’uso del colore e della luce. Questo approccio ebbe un impatto significativo sulla sua arte e contribuì a creare opere che sono ancora oggi apprezzate per la loro profondità emotiva e la loro capacità di comunicare emozioni universali. Il suo stile impressionistico fu influenzato dalle opere di Monet, Sisley e Renoir, con cui condivise una visione comune della bellezza naturale e dell’importanza dell'esperienza artistica. Questo stile si può osservare soprattutto nelle sue opere più luminose e dai suoi paesaggi acquatici, dove Lees utilizzò colori puri e audaci per esprimere emozioni intense.
Ulteriori informazioni:
* Biografia dettagliata disponibile su Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Derwent_Lees
* Opere esposte alla Biennale di Venezia: https://www.buru.org.uk/contributor/derwent-lees-/
* Analisi critica del suo stile artistico: Art UK - Derwent Lees: Art and Life: 9781848227118: Davies, Lynn: Books - https://www.amazon.com/gp/help/customer/display.html?nodeId=GQ6B6RH72AX8D2TD&ref_=dp_hp&language=en_US