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Derail 2014
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Nato a Udine nel 1973, il percorso artistico di Davide Dormino è una narrazione avvincente di riscoperta delle tecniche antiche in costante confronto con le problematiche contemporanee. La sua opera, focalizzata principalmente sulla scultura che utilizza materiali come marmo, bronzo e ferro, non mira semplicemente alla creazione di oggetti estetici; è un'esplorazione del processo creativo stesso – un abbraccio deliberato alla fisicità, al lavoro manuale e alla grandezza intrinseca dei metodi tradizionali. L'approccio di Dormino si pone come un potente contrappunto al mondo spesso sterile dell'arte digitale, radicando le sue creazioni in un legame tangibile con la storia e l'abilità umana.
Le prime influenze sono difficili da individuare con assoluta precisione, sebbene Dormino abbia espresso un profondo apprezzamento per la scultura rinascimentale e le opere monumentali dell'antichità. Tuttavia, è più corretto affermare che egli sia stato attratto dal processo della creazione – l'impegno lento e ponderato con i materiali, la comprensazione dei loro limiti e delle loro potenzialità intrinseche. Questa fascinazione lo ha allontanato dall'arte puramente rappresentativa per condurlo verso una focalizzazione sulla forma, sulla trama e sull'atto stesso di plasmare qualcosa di sostanziale partendo da elementi grezzi. La sua opera non riguarda tanto la raffigurazione di soggetti specifici, quanto l'incarnare concetti — coraggio, libertà, memoria — attraverso forme accuratamente meditate.
La filosofia artistica di Dormino ruota attorno alla "grandezza di un processo creativo". Egli ricerca meticolosamente e impiega metodi tradizionali, spingendoli spesso al limite. Lavorare con il marmo, il bronzo e il fondamentale ferro richiede una forza fisica immensa, pazienza e una comprensione intima del comportamento di ogni materiale. Non si tratta solo di applicare maestria; si tratta di abbandonarsi alla materia, permettendo alle sue qualità naturali di guidare la forma finale. I segni visibili della sua mano – i colpi degli strumenti, le lievi imperfezioni – non vengono nascosti, ma celebrati come parti integranti della narrazione dell'opera.
Il suo impegno verso questi sistemi arcaici è evidente in progetti come “Breath”, una scultura monumentale commissionata dalle Nazioni Unite dopo il devastante terremoto in Haiti del 2011. Quest'opera, che ritrae una forma umana stilizzata che sorge dalla terra, testimonia la capacità di Dormino di infondere nelle tecniche tradizionali un significato profondo e una risonanza emotiva. Allo stesso modo, il suo progetto in corso, "Anything To Say?", una scultura itinerante che vede protagonisti Edward Snowden, Julian Assange e Chelsea Manning, dimostra la sua volontà di confrontarsi con temi politicamente carichi attraverso installazioni pubbliche monumentali.
L'opera di Dormino si estende frequentemente oltre i confini delle gallerie e delle collezioni private, trovando dimora negli spazi pubblici. Questa scelta deliberata non riguarda solo la visibilità; è uno sforzo consapevole per connettere l'arte con la vita quotidiana delle persone. Le sue sculture sono progettate per essere vissute, contemplate e persino interagite – invitando gli spettatori a considerare il proprio ruolo all'interno di contesti sociali e politici più ampi. Il progetto “Anything To Say?”, in particolare, esemplifica questo approccio, trasformando le piazze pubbliche in luoghi di dialogo e resistenza.
Il Prix éthique 2016, conferito dall'organizzazione francese AntiCor per "Anything To Say?", sottolinea l'impatto del suo lavoro. Questo riconoscimento evidenzia l'impegno di Dormino nell'utilizzare l'arte come veicolo di commento sociale e di sensibilizzazione, in linea con la sua convinzione che ogni pratica artistica porti con sé un peso politico. Il suo impegno verso questioni quali la libertà di informazione e la sorveglianza governativa riflette una profonda preoccupazione per i diritti umani e i valori democratici.
Attualmente docente di Scultura e Disegno presso l'Accademia di Belle Arti di Roma (RUFA), Davide Dormino continua a spingere i confini della scultura tradizionale rimanendo profondamente radicato nella sua storia. Le sue opere sono esposte sia a livello nazionale che internazionale, consolidando la sua posizione di scultore contemporaneo di rilievo. Egli non si limita a replicare gli stili del passato; li affronta attivamente, reinterpretandoli attraverso una lente moderna e utilizzandoli per esplorare temi senza tempo, rilevanti per la condizione umana.
L'eredità di Dormino risiede non solo nella bellezza delle sue sculture, ma anche nella sua dedizione alla preservazione delle tecniche antiche e al loro impiego per affrontare le sfide contemporanee. Il suo lavoro funge da potente promemoria del fatto che l'arte può essere sia esteticamente coinvolgente che profondamente significativa, capace di innescare il dialogo, ispirare la riflessione e, in ultima analisi, plasmare la nostra comprensione del mondo che ci circonda.
1973 - , Italia