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Pirate Jenny
Dimensioni della riproduzione
Carrie Moyer, nata a Detroit, Michigan, nel 1960, ha intrapreso un viaggio creativo profondamente radicato nel vibrante panorama culturale della sua infanzia. La sua prima esposizione all'arte presso il Detroit Institute of Arts ha acceso una passione che sarebbe durata tutta la vita, trasformandosi gradualmente in una voce distintiva all'interno dell'astrazione americana. Il trasferimento della famiglia nel Pacific Northwest durante gli anni '70 ha ulteriormente plasmato la sua sensibilità artistica, esponendola a ambienti diversificati e favorendo un'evoluzione della sua consapevolezza estetica. Un'esperienza formativa nella danza moderna, in particolare attraverso l'opera di Martha Graham, ha instillato in Moyer un senso del movimento e della fisicità che avrebbe successivamente influenzato il suo intero processo pittoramento.
Tuttavia, un grave incidente stradale ha alterato temporaneamente il suo percorso, allontanandola dall'addestramento formale alla danza. Questa svolta inaspettata l'ha proiettata verso New York City, dove si è immersa nel mondo dell'arte, studiando inizialmente presso la Art Students League mentre lavorava per mantenersi. È stato proprio durante questo periodo che Moyer ha iniziato a esplorare seriamente la pittura, gettando le basi per le sue future imprese artistiche.
Il percorso accademico di Moyer è proseguito con un BFA presso il Pratt Institute nel 1985, dove ha studiato sotto la guida di artisti influenti come Rudolf Baranik e Phoebe Helman. Questa formazione formale le ha fornito una solida base nelle tecniche della pittura astratta e l'ha introdotta all'eredità di figure chiave quali Lee Krasner, Bill Jensen, Elizabeth Murray e Katherine Porter. Contemporaneamente, il suo coinvolgimento con Heresies: A Feminist Publication on Art and Politics ha ampliato la sua comprensione delle dimensioni sociali e politiche dell'arte.
Proseguendo i suoi studi, Moyer ha conseguito un Master in Computer Graphics presso il New York Institute of Technology nel 1990 e, successivamente, un MFA presso la Milton Avery Graduate School of the Arts del Bard College nel 200 2. Questi studi l'hanno dotata di un set di competenze unico che sarebbe diventato parte integrante della sua pratica artistica, fondendo i metodi pittorici tradizionali con strumenti e tecniche digitali.
La carriera di Moyer ha preso una svolta decisiva all'inizio degli anni '90 con la formazione di Dyke Action Machine! (DAM!) insieme alla fotografa Sue Schaffner. Questo progetto agitprop della durata di diciassette anni è nato dal crescente impegno di Moyer nei movimenti per i diritti lesbici e gay, alimentato dalle sue esperienze lavorative nelle agenzie pubblicitarie e dalla testimonianza dell'invisibilità della rappresentazione LGBTQ+ nei media mainstream. Il DAM! utilizzava i poster di strada come un potente mezzo di messaggistica politica, appropriandosi dell'estetica pubblicitaria per sfidare le norme sociali e sostenere la visibilità queer.
La longevità del progetto derivava dal suo approccio strategico: interventi mirati e d'impatto piuttosto che una costante saturazione. Le capacità di graphic design di Moyer sono state cruciali nel creare immagini visivamente sorprendenti, capaci di catturare l'attenzione e innescare il dialogo. Il lavoro del DAM! è diventato sinonimo di un'epoca vibrante di arte attivista, dimostrando il potimento della resistenza creativa e dell'intervento culturale.
Al di là dell'attivismo, le opere individuali di Moyer hanno ottenuto un significativo riconoscimento per le loro lussureggianti astrazioni che fondono senza soluzione di continuità l'astrazione americana con l'arte femminista. Le sue tele sono caratterizzate da forme biomorfiche stratificate, colori vividi e superfici materiche ottenute attraverso un processo unico di colatura, rotolamento, puntinismo e lavorazione manuale del colore, spesso incorporando glitter come elemento inaspettato.
L'opera di Moyer non è una mera esplorazione formale; è profondamente impegnata con la storia dell'arte. Essa trae ispirazione dal Color Field painting, dal Realismo Sociale, dal Surrealismo, dalla grafica della controcultura degli anni '60 e dall'arte femminista degli anni '70, creando un ricco arazzo di riferimenti che risuonano sia con le esperienze personali che con quelle collettive. I suoi dipinti evocano spesso forme corporee e fluidi, accennando a temi legati alla sessualità, all'identità e alle complessità della condizione umana.
I contributi di Carrie Moyer all'arte contemporanea sono stati ampiamente riconosciuti attraverso numerosi finanziamenti, premi e residenze, tra cui un Joan Mitchell Foundation Painters and Sculptors Grant e un Anonymous Was a Woman Award. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni prestigiose come la Whitney Biennial, il Museum of Arts and Design e il Tang Museum, ed è conservato nelle collezioni permanenti del Metropolitan Museum of Art.
Attualmente impegnata come direttrice del programma MFA in studio art presso la Hunter College, Moyer continua a guidare gli artisti emergenti mentre persegue la propria visione artistica. Rappresentata dalla DC Moore Gallery, rimane una forza vitale nella pittura contemporanea, spingendo i confini e sfidando le convenzioni con il suo approccio innovativo e il suo incrollabile impegno per la giustizia sociale.
1960 - , Stati Uniti d'America