Passa alle stampe Passa all'immagine digitale Condividi
Dettagli Guida Aggiungi ai preferiti Scarica Articoli simili Slideshow Statistiche

[Shoe Chair]

Birgit Jürgenssen’s ‘Shoe Chair,’ a provocative 1974 sculpture blending chair and stiletto, embodies feminist body art and explores gender roles through its hermaphroditic form. This conceptual artwork invites contemplation on power and identity – discover this unique piece.

Birgit Jürgenssen (1949-2003) è stata un'artista femminista austriaca nota per fotografia, pittura e scultura, esplorando l'identità femminile e i vincoli sociali con autoritratti e body art. Figura chiave dell'avanguardia.

Riproduzione a olio fatta a mano

Olio su tela dipinto a mano nelle tue dimensioni e con la tua cornice, realizzato su ordinazione dai nostri artisti. ( Passa alle stampe Passa all'immagine digitale)

Standard
personalizzato
CM
INCH

Scegli tra le nostre dimensioni predefinite, che rispettano le proporzioni originali dell'opera d'arte.

larghezza
altezza

È possibile inserire dimensioni personalizzate per adattare l'opera a una cornice o a uno spazio specifico. Se la dimensione selezionata non corrisponde alle proporzioni dell'immagine originale, provvederemo a ritagliare l'opera o a estendere il dipinto con elementi aggiuntivi dipinti a mano. Un mockup digitale ti sarà inviato per approvazione prima dell'inizio della produzione.
Si prega di notare che l'anteprima a schermo non riflette il ritaglio o l'estensione effettivi. Solo il mockup mostrerà accuratamente la composizione finale.
Sebbene siano disponibili dimensioni personalizzate, consigliamo di selezionare una dimensione dall'elenco predefinito per preservare le proporzioni originali.

Esempi di personalizzazione: sostituire il volto con una foto del cliente; aggiungere un animale domestico (ad esempio, sostituire un gatto con un cane); inserire un messaggio nascosto nello sfondo; cambiare il paesaggio o gli elementi dello sfondo.
Dopo l'ordine, il team di WahooArt.com contatterà il cliente via e-mail per ricevere le istruzioni e fornirà un'anteprima del mockup

Consegna in tutto il mondo () in 3/4 settimane anziché nelle normali 5 settimane. (24 Settembre). Nessun compromesso sulla qualità.

why_choose_icon
Spedizione espressa gratuita in tutto il mondo
why_choose_icon
Tela in lino di alta qualità
why_choose_icon
Assicurazione completa sulla spedizione
why_choose_icon
Garanzia di rimborso dei dazi doganali
why_choose_icon
Garanzia di perfetta fedeltà cromatica
why_choose_icon
Politica di reso entro 100 giorni (solo per difetti di fabbricazione)
why_choose_icon
Garanzia di rimborso al 100%
why_choose_icon
Sconto per acquisti multipli

Prezzo totale

$ 272

reproduction

[Shoe Chair]

Tecnica di riproduzione

Dimensioni della riproduzione

-

Prezzo totale

$ 272

Dettagli rapidi

  • Artistic style: Contemporary, Conceptual
  • Location: Private Collection
  • Title: Shoe Chair
  • Artist: Birgit Jürgenssen
  • Notable elements or techniques: Hybrid form, conceptual
  • Medium: Sculpture (Wood, Leather)
  • Influences: DIE DAMEN

Birgit Jürgenssen’s “Shoe Chair”: A Study in Ambiguity and Feminist Critique

Birgit Jürgenssen's "Shoe Chair," created in 1974, is more than just a sculptural juxtaposition of a chair and a stiletto; it’s a potent statement born from the fertile ground of feminist art movements and a profound exploration of gender roles, physicality, and the very nature of objectification. Emerging from Vienna's vibrant avant-garde scene in the 1970s, Jürgenssen, a key member of DIE DAMEN collective – alongside figures like Evelyne Egerer and ONA B. – was relentlessly committed to challenging societal norms through her work, often employing unconventional materials and provocative imagery. “Shoe Chair” exemplifies this approach, presenting a deliberately unsettling hybrid that forces the viewer to confront uncomfortable questions about identity and representation.

  • Conceptual Foundation: The sculpture’s genesis lies in Jürgenssen's interest in identifying with the material world, particularly through the lens of feminine experience. She sought to reveal the latent power residing within objects, using them as vehicles for exploring ideational depictions of the female form and its associated societal pressures.
  • Symbolic Dichotomy: The pairing of a chair – traditionally representing rest, support, and domesticity – with a stiletto heel – intrinsically linked to femininity, status, and often, objectification – immediately establishes a complex tension. This deliberate discordance is central to the work’s impact.

Materiality and Technique: A Study in Contrasts

The physical construction of “Shoe Chair” speaks volumes about Jürgenssen's artistic intent. Likely crafted from wood, leather, and possibly fabric, the sculpture showcases a masterful manipulation of contrasting textures. The smooth, supple leather of the shoe’s straps and sole is juxtaposed against the more rugged, natural texture of the wooden chair frame. This tactile interplay isn’t merely aesthetic; it reinforces the core thematic conflict – the delicate vulnerability of the feminine form versus the assertive power symbolized by the stiletto.

  • Photographic Representation: The photograph itself, a meticulously executed image capturing this complex object, utilizes soft, diffused lighting to minimize harsh shadows and highlight the sculpture’s intricate details. The perspective is straightforward, offering a frontal view that emphasizes the work's three-dimensionality despite its two-dimensional presentation.
  • Compositional Choices: The slightly off-center placement of the sculpture creates visual interest while maintaining a sense of balance. The strong vertical lines of the chair’s legs and backrest are deliberately countered by the diagonal lines introduced by the stiletto heel, generating a dynamic tension within the composition.

Historical Context and Emotional Resonance

"Shoe Chair" was created during a pivotal moment in art history – the rise of feminist body art and the questioning of traditional artistic representations of women. Jürgenssen’s work aligns with the broader concerns of DIE DAMEN, who sought to reclaim agency and challenge patriarchal structures through their creative practices. The sculpture's ambiguity evokes feelings of unease and contemplation, prompting viewers to consider the ways in which objects can be imbued with symbolic meaning and how these meanings are shaped by societal expectations.

  • Legacy: Jürgenssen’s exploration of gender roles continues to resonate today, solidifying her position as a pioneer of feminist art.

Collecting and Displaying – A Statement Piece

A hand-painted reproduction of Birgit Jürgenssen's “Shoe Chair” offers a unique opportunity to own a piece of challenging and thought-provoking contemporary art. This sculpture’s inherent ambiguity, combined with its masterful execution, makes it an ideal addition to any discerning collection or interior space. Its powerful symbolism invites dialogue and serves as a constant reminder of the ongoing struggle for gender equality and artistic freedom.


Biografia dell'artista

Birgit Jürgenssen: Una Pioniera della Body Art Femminista

Birgit Jürgenssen (1949 – 2003) è stata una fotografa, pittrice, grafica, curatrice e docente austriaca, specializzata in una body art femminile che si esprimeva attraverso autoritratti e serie fotografiche. Emerse dalla scena d'avanguardia viennese tra la fine degli anni Sessanta e l'inizio degli anni Settanta, un periodo segnato da accesi dibattiti sui ruoli di genere e sull'espressione artistica. La sua opera si distingue per un'esplorazione senza compromessi della soggettività femminile e per una critica profonda alle costrizioni sociali, temi che continuano a risuonare con forza negli artisti e studiosi contemporanei.
  • Giovinezza e Formazione:
  • Nata a Vienna, in Austria, nel 1949, Jürgenssen intraprese il suo percorso artistico presso l'Università delle Arti Applicate di Vienna tra il 1968 e il 1971. Questo periodo formativo la mise in contatto con figure influenti del discorso artistico viennese e le instillò un impegno costante nel sfidare le prospettazione convenzionali.
  • La Mostra Magna Feminismus:
  • Il suo grande debutto avvenne nel 1975 con la partecipazione alla mostra *MAGNA-Feminismus: Kunst und Kreativität*, organizzata da Valie Export. Questo evento fondamentale presentò una vasta gamma di opere d'arte femminista, e la fotografia di Jürgenssen intitolata *Housewives’ Kitchen Apron*, che presentava una scultura di un grembiule a forma di forno — un'inversione deliberata dell'iconografia domestica — stabilì immediatamente la sua reputazione di audace innovatrice.

Stile Artistico e Temi Ricorrenti

Lo stile artistico di Jürgenssen era caratterizzato da una meticolosa attenzione al dettaglio e da una profonda intensità psicologica. Utilizzò ampiamente la fotografia, spesso combinandola con il disegno e la scultura per creare opere stratificate che interrogavano le complessità dell'esperienza femminile. I suoi motivi ricorrenti — il corpo femminile trasformato attraverso vari mezzi — fungevano da veicolo per affrontare questioni di identità, vulnerabilità e resistenza. In particolare, i suoi autoritratti ritraevano spesso donne adornate con pellicce o maschere, a simboleggiare un tentativo di sfuggire ai codici sociali oppressivi per abbracciare istinti primordiali. L'immagine *I Want Out Of Here!*, catturata nel 1976, trasmetteva con potenza il senso di prigionia, una preoccupazione centrale in tutta la sua produzione.
  • Opere Note:
  • Tra i suoi pezzi più celebri figurano *10 Days – 100 Photos* (1980), una serie che documenta la vita quotidiana delle donne a Vienna, e *Untitled (Self with Little Fur)* (1974–77), che esemplifica la sua fascinazione nell'esplorare la vulnerabilità femminile attraverso immagini simboliche. Le sue sculture, come *Nest* (1979/2002) — un pezzo meticolosamente realizzato che presenta un nido con due uova — sottolinearono ulteriormente il suo impegno nel confrontarsi con le aspettative sociali riguardanti la maternità e la femminilità. Contributi all'Insegnamento e alla Curatela L'influenza di Jürgenssen andò ben oltre la sua pratica artistica personale. Ha operato come docente e curatrice presso l'Università delle Arti Applicate di Vienna e l'Accademia di Belle Arti di Vienna, coltivando una nuova generazione di artisti interessati alle prospettive femministe. La sua eredità — gestita da Hubert Winter — comprendeva una vasta collezione di disegni, acquerelli, fotogrammi, schermi, grafiche solari e oggetti provenienti da varie collezioni, a testimonianza della sua prolifica creatività e curiosità intellettuale.

    Eredità e Riconoscimento

    Le opere fotografiche di Birgit Jürgenssen erano numericamente 250 e sono state esposte in una retrospettiva tenutasi presso la Sammlung Verbund e il Bank Austria Art Forum. Il suo contributo all'arte femminista è stato riconosciuto come quello di "straordinari rappresentanti internazionali dell'avanguardia femminista", consolidando il suo posto nella storia dell'arte contemporanea. La sua eredità continua a ispirare artisti e studiosi che si confrontano con le questioni di genere, identità ed espressione artistica, testimoniando il potere duraturo della sua visione incrollabile.
Birgit Jürgenssen

Birgit Jürgenssen

1949 - 2003 , Austria

Informazioni rapide

  • Artistic Movement Or Style: Feminist Avant-garde
  • Artists Or Movements Influenced By This Artist: ['Actionism']
  • Artists Who Influenced This Artist: ['Valie Export']
  • Date Of Birth: 1949 Vienna, Austria
  • Date Of Death: 2003
  • Full Name: Birgit Jürgenssen
  • Nationality: Austrian
  • Notable Artworks:
    • Shoe Chair
    • Nest
  • Place Of Birth: Vienna