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Pietro Consagra

1920 - 2005

Brevi note biografiche

  • Top-ranked work: Controluce n. 1
  • Copyright status: Under copyright
  • Works on APS: 6
  • Born: 1920, Mazara del Vallo, Italia
  • Lifespan: 85 years
  • Nationality: Italia
  • Espandi dettagli…
  • Died: 2005
  • Also known as:
    • Pietro Consagra (Nome Completo)
    • Consagra
  • Top 3 works:
    • Controluce n. 1
    • Bozzetto per il rivestimento dei blocchi murari della fontana nel Cortile d
    • Rivestimento dei blocchi murari della fontana nel Cortile d
  • Art period: Moderno
  • Museums on APS:
    • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Collezione Farnesina
    • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Collezione Farnesina
    • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Collezione Farnesina
    • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Collezione Farnesina
    • Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Collezione Farnesina

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
In che anno è nato Pietro Consagra?
Domanda 2:
Quale gruppo artistico ha co-fondato Consagra nel 1947?
Domanda 3:
In quale città si è trasferito Consagra nel 1944, alla ricerca di una scena artistica più vivace?
Domanda 4:
L'opera di Consagra è nota per enfatizzare quale aspetto dell'esperienza scultorea?
Domanda 5:
Con quale artista ha condiviso uno studio a Roma Consagra?

Pietro Consagra nacque il 4 ottobre 1920 a Mazara del Vallo, in Sicilia. Figlio di Luigi e Maria Lentini, Consagra si impose come uno dei più eminenti scultori astratti dell'Italia del dopoguerra: egli seppe superare la tridimensionalità tradizionale del mezzo, incoraggiando lo spettatore a un approccio più immediato con l'opera d'arte, presentata come una superficie quasi bidimensionale.
Inizialmente, Consagra intraprese la carriera militare, con l'ambizione di raggiungere il grado di capitano. Tuttavia, il suo talento innato per il disegno lo spinse a frequentare corsi d'arte serali e a entrare in una bottega di falegnameria, dove ebbe i suoi primi contatti con l'argilla. Successivamente, si trasferì a Palermo, dove nel 1938 intraprese gli studi accademici presso l'Accademia di Belle Arti, diplomandosi con successo nel 1944.
Proprio nell'anno del diploma, il desiderio di avvicinarsi all'arte e di percepire il "cuore pulsante della creatività" lo condusse a Roma, dove condivise uno studio con l'artista Renato Guttuso. Il suo viaggio a Parigi nell'inverno del 1946 lo mise in contatto con gli atelier di Brancusi, Giacometti, Laurens, Hartung e Adam – custode di molti lavori a carboncino di Picasso – e con la dimora di Pevsner. Tale esposizione a una vasta gamma di opere e stili consolidò ulteriormente il desiderio di Consagra di creare qualcosa di radicalmente nuovo.
Nel 1947, Consagra fu tra i co-fondatori del gruppo artistico Forma 1 alla Galleria Nazionale di Praga, organizzato dal Fronte Nazionale per la Gioventù. L'anno successivo, il gruppo organizzò a Roma la prima esposizione d'arte astratta e non figurativa del dopoguerra, denominata “Mostra del Gruolo Forma 1” presso l'Art Club. In seguito, nei bollettini dell'Art Club, Consagra fu acclamato come l'unico tra i suoi colleghi ad aver raggiunto un'espressione integralmente astratta. Nel 1949, l'artista espose alla “Mostra di scultura contemporanea” nei giardini di Palazzo Venier dei Leoni (Fondazione Peggy Guggenheim) a Venezia, dove la celebre mecenate effettuò la sua prima acquisizione di un'opera di Consagra per la sua collezione. Da quel momento, l'artista partecipò alla Biennale di Venezia per altre undici volte tra il 1950 e il 1993, vincendo il premio scultura nell'edizione del 1960.
Nel 1952, mentre faceva parte del gruppo, Consagra scrisse un saggio intitolato “Necessità della scultura”, in cui difendeva la disciplina dalle accuse di essere un'arte "morta", come espresso da Arturo Martini in “La scultura lingua morta” (1945). Consagra sentiva il bisogno di liberare la scultura dalla sua stessa qualità tridimensionale, che egli riteneva implicasse un approccio autoritario alla pratica. L'eredità storica forzata della scultura spinse l'artista a ricercare un nuovo concetto capace di permettere una comunicazione più istantanea con lo spettatore; seguendo questo percorso di riflessione, iniziò a meditare sulle diverse dimensioni che la scultura potersi assumere.
Fu proprio con la sua serie “Colloqui” che Consagra introdusse finalmente sculture dotate di un unico punto di vista; a partire dal 1952, l'artista le espose nelle Biennali di Venezia del 1954 e 1956 – la loro astrazione ritrovata, quasi provocatoria, creò una nuova relazione con il pubblico. Le commissioni più importanti e il costante interesse di un pubblico internazionale lo spinsero a cercare visibilità oltre i confini italiani; partecipò alla Biennale di San Paolo del 1955, dove ricevette il premio “Metalurgica Matarazzo”. Negli anni '60, Consagra si associò al gruppo Continuità (1961 – ca. 1970), che comprendeva membri di Forma 1 come Carla Accardi, Piero Dorazio e Gastone Novelli; questi artisti promossero un senso di maggiore vicinanza alla storia dell'arte italiana, facendo riferimento al suo ordine e struttura passati.
Nel corso della sua vita, ricevette numerose mostre personali, tra cui al Palais des Beaux-Arts di Bruxelles (1958), alla Galerie de France a Parigi (1959) e al Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam (1967). Nell'agosto dello stesso anno, Consagra si trasferì negli Stati Uniti, insegnando per un anno alla School of the Arts di Minneapolis; fu successivamente invitato a partecipare alla mostra “Sculpture from twenty countries” al Solomon Guggenheim Museum di New York. Più tardi, nell'ottobre successivo, tenne una mostra personale a New York, dove presentò i “Ferri trasparenti”, “Colloquio col vento” (1962), “Giardini” e i “Piani appesi”. Quest'ultima serie presentava sculture piatte rotanti che seguivano una spirale, introducendo il concetto di “bifrontalità” e l'esperienza dell'opera d'arte dall'interno verso l'esterno – per usare le parole dell'artista: “con la spirale mi muovo dall'interno verso l'esterno, e dall'esterno cerco di tornare di nuovo all'interno: per me questo è come respirare”.

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