Pauwels Franck, conosciuto in Italia con i nomi di Paolo Fiammingo e Paolo Franceschi (circa 1540 - 1596), fu un pittore fiammingo specializzato magistralmente in paesaggi popolati da scene mitologiche, allegoriche e religiose, la cui attività si svolse prevalentemente a Venezia per gran parte della sua vita.
Sebbene non siano giunte a noi dettagli concreti sulla sua infanzia o sulla sua formazione, è probabile che sia nato intorno al 1540; il suo luogo di nascita rimane un mistero, ma sappiamo che nel 1561 divenne membro della prestigiosa Gilda di San Luca ad Anversa.
Le date esatte e i dettagli del suo viaggio verso l'Italia sono ignoti, tuttavia si ritiene che sia transitato per Firenze, dove ebbe modo di entrare in contatto con gli artisti che lavoravano nello studiolo di Francesco I de' Medici, Granduca di Toscana. La sua presenza a Venezia è documentata a partire dal 1573, ma è molto probabile che fosse già attivo come assistente nella bottega del Tintoretto sin dagli anni Sessanta del Cinquecento. In questo contesto veneziano, si pensa che abbia collaborato con il suo connazionale Lodewijk Toeput, anch'egli allievo del Tintoretto; i due artisti potrebbero essersi incontrati proprio all'interno di quel celebre laboratorio creativo.
Dal 1584 fino alla sua morte, l'artista risultò regolarmente iscritto alla corporazione dei pittori di Venezia. In Italia, la sua fama si consolidò sotto il nome di Paolo Fiammingo, e fu in questa città che risiedette e lavorò per il resto della sua carriera, aprendo uno studio di grande successo che ricevette commissioni da tutta Europa.
L'artista lavorò per illustri patroni internazionali, tra cui spicca la figura di Hans Fugger (1531-1598), erede di una potente dinastia bancaria tedesca. Nel 1580, Fugger gli affidò l'incarico di realizzare diverse serie di dipinti destinati a decorare il castello di Kirchheim in Württemberg, vicino ad Augusta, la residenza estiva della famiglia. Mentre Paolo Fiammingo produceva un numero considerevole di opere per i Fugger durante gli anni Ottanta, sembra che egli realizzasse contemporaneamente diverse versioni di molte delle composizioni create per questa famiglia, il che suggerisce che l'artista gestisse all'epoca una bottega di notevoli dimensioni.
Sebbene la sua produzione includesse paesaggi con temi religiosi, è ricordato soprattutto per le sue scene allegoriche e mitologiche. Queste ultime, pur ispirandosi alla lezione di Giorgione, vennero trattate da Franck con una morbidezza e una grazia tipicamente veneziane, immerse in paesaggi onirici che anticipano la scuola fiamminga italianizzata, successivamente associata a Paul Bril e Jan Brueghel il Vecchio. Un esempio sublime di questa sensibilità è il paesaggio con l'Espulsione delle Arpie (National Gallery, Londra, 1592–6).
La famiglia Fugger affidò a Paolo Fiammingo varie commissioni per la decorazione del loro nuovo castello di Kirchheim; si ritiene che abbia dipinto un totale di 37 tele per i Fugger. Nel 2007, diciotto di queste opere erano ancora in possesso della famiglia, otto si trovavano nelle Bayerische Staatsgemäldesammlungen di Monaco e un dipinto faceva parte di una collezione privata. La maggior parte di questi capolavori è rimasta unita per lungo tempo, nonostante l'inizio di una dispersione avvenuta a partire dal XVII secolo. Le fotografie scattate alla fine del XIX secolo rappresentano oggi una fonte preziosa per comprendere l'opera di Franck, mentre alcune opere precedentemente appartenenti alla collezione Fugger sono riemerse recentemente in aste internazionali.
Una delle commissioni più significative, realizzata tra il 1580 e il 1592, fu una serie di dodici opere che illustravano le quattro età dell'uomo. L'iconografia di questo ciclo derivava dalle Metamorfosi di Ovidio (I:89-150), narrando la discesa dal paradiso terrestre dell'età dell'oro, attraverso l'argento e il bronzo, fino alla violenza e all'avidità dell'età del ferro.
Un altro ciclo destinato ai Fugger rappresentava i pianeti, completato da una composizione sul Trionfo delle Virtù sulle Vizi (venduta da Sotheby's Londra nel 2011). In primo piano, quattro figure femminili nude e parzialmente legate giacciono su sacchi e casse, accompagnate da un cane e un gatto dall'aspetto feroce. Questo gruppo di vizi è circondato dalle personificazioni di quattro virtù e cinque filosofi o uomini santi. Un'altra figura femminile, con il seno scoperto e adagiata su una nuvola, osserva un vaso da cui emerge del fumo, stringendo tra le mani un compasso e una bilancia; la composizione trasforma il trionfo delle virtù in un vero e proprio processo contro i traditori.
Sebbene le allegorie dei quattro elementi realizzate per i Fugger siano andate perdute, ne esistono altre serie e copie. Un set completo è stato venduta da Sotheby's nel 2007; un altro tema allegorico caro all'artista è quello delle quattro stagioni, di cui un set è conservato nella collezione del Prado, illustrando le attività umane legate ai cicli naturali.
Tra i suoi capolavori assoluti figurano le quattro allegorie dell'amore (Kunsthistorisches Museum, Vienna, circa 1585), tra cui l'Amore Leteo, la Punizione dell'Amore, l'Amore Reciproco e l'Amore nell'Età dell'Oro. Quest'ultime due opere divennero rapidamente celebri grazie alle incisioni di Agostino Carracci; è persino possibile che la riproduzione di Carracci dell'Amore nell'Età dell'Oro sia stata l'ispirazione per il celebre Le Bonheur de Vivre di Matisse.
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