Ogden Minton Pleissner: Un Maestro della Luce e del Paesaggio
Ogden Minton Pleissner è stato un pittore americano capace di specializzarsi con maestria nei paesaggi e nell'arte bellica, legata indissolubilmente al suo servizio durante la Seconda Guerra Mondiale.Nato il 29 aprile 1905 a Brooklyn, New York, crebbe in un ambiente intriso di sensibilità estetica: suo padre nutriva un profondo interesse per le arti, in particolare per la musica, mentre sua madre era una violinista di grande talento formatasi in Germania. Il destino artistico di Pleissner si delineò precocello, quando a soli undici anni un amico gli donò una scatola di colori che avrebbe alimentato la sua immaginazione per tutta la vita. Durante la giovinezza, le estati trascorse nel Wyoming furono fondamentali; qui, disegnando dal vero, sviluppò un amore eterno per la natura selvaggia, la pesca e l'iconico paesaggio dell'Ovest americano.
Tra il 1922 e il 1926 frequentò la Art Students League di New York, studiando sotto la guida di Frank Dumond, e iniziò presto la sua carriera docente presso il Pratt Institute. Durante gli anni Trenta, Pleissner si dedicò principalmente all'olio, guadagnandosi fama per i suoi paesaggi occidentali e le suggestive vedute delle Marittime e della Nuova Inghilterra.
Con l'inizio della Seconda Guerra Mondiale, fu nominato capitano dell'aviazione statunitense e assegnato alle isole Aleutine con il ruolo di artista di guerra. Il clima ostile e umido lo costrinse a sperimentare l'acquerello, poiché asciugava più rapidamente dei colori a olio. Tuttavia, l'artista ricordò con nostalgia la fatica di dipingere in quelle condizioni estreme: “uscivo per realizzare questi acquarelli e faceva così tanto freddo e umido che nulla asciugava... applicavo alcune grandi velature e poi correvo avanti e indietro tra le capanne dove c'era un fuoco per asciugarle, per poi uscire di nuovo”.
Nel 1942, Pleissner accettò un incarico dall'esercito statunitense come corrispondente di guerra per la celebre rivista Life. Dopo il conflitto, continuò a viaggiare tra l'Europa e il Wyoming, catturando su tela scene urbane, paesaggi incontaminati e soggetti legati al mondo della caccia e della pesca.
Oltre alla sua attività pittorica, fu direttore e fiduciario della Tiffany Foundation (si veda la Louis Comfort Tiffany Foundation). L'artista si è spento nel 1983 a Londra, in Inghilterra.
Negli anni trascorsi dalla sua scomparsa, l'opera di Pleissner ha conquistato un vasto seguito tra i collezionisti di arte venatoria americana e altri generi di "Americana" tangibile. Le sue opere, sia in olio che in acquerello, sono estremamente ricercate e raggiungono quotazioni prestigiose nelle aste; nel 2010, il suo olio del 1938, The Rapids, è stato venduto per 345.000 dollari, stabilendo un nuovo record rispetto ai 220.000 dollari raggiunti nel 1996.
Pleissner era considerato un realista puro, non inficiato da eccessivi sentimentalismi. La sua serenità verso l'ambiente circostante, la curiosità per il mondo e la dedizione meticolosa al mestiere emergono in un uso magistrale di luce e colore che pervade ogni sua tela.
L'evoluzione artistica di Pleissner si svela visivamente lungo le pareti delle gallerie: dai primi anni a Brooklyn, alle estati nel Wyoming, fino ai viaggi in Nuova Scozia e Connecticut. Sebbene i suoi primi lavori celebrassero le Grand Teton, la sua fama è indissolubilmente legata agli acquarelli della Nuova Inghilterra.
La Seconda Guerra Mondiale rappresentò un punto di svolta cruciale; le sue opere documentarono lo sfondamento in Normandia, mentre nel dopoguerra i suoi soggetti si spostarono verso la vita urbana in Francia, Italia e Spagna. La sua pittura è caratterizzata da una precisione e una chiarezza luminosa straordinarie, unite a una selezione rigorosa di elementi pittorici che convergono in un'armoniosa composizione totale.
"Mi considero un pittore di paesaggi, un artista che ama anche la caccia e la pesca"
“Si può dire che un quadro trasmetta il senso di un luogo, ma per me, in un paesaggio, ciò che conta è l'atmosfera che riesce a comunicare.”
“Un amico del Salmagundi Club di New York mi chiese perché non usassi l'acquerello. Gli risposi che non sapevo come fare, e lui disse: 'tutto ciò che devi fare è tenere la tavolozza un po' inclinata, così quando stendi il colore sulla carta, questo scorre verso il basso'. Quella fu la mia unica lezione di acquerello.”
“È difficile dire se io abbia un luogo preferito per dipingere. Ci sono molti posti affascinanti in Europa e tantissimo qui nel nostro paese... che si tratti del Vermont, della Normandia o di Parigi, non fa molta differenza, davvero.” - Intervista del 1983
“Il Vermont è un mondo a sé. Nell'Ovest avevamo le praterie, l'artemisia, le montagne e la neve per tutta l'estate; è un territorio più vasto e drammatico. Questo invece lo sento come un luogo più dolce e accogliente. Credo che qui si possa trovare quasi tutto da dipingere: ogni tipo di soggetto, dai paesaggi epici a quelli bucolici.”
“Uso il colore in modi differenti. I toni neutri e quelli brillanti creano atmosfere diverse. Si può prendere lo stesso motivo, lo stesso soggetto, in momenti diversi del giorno o dell'anno. Alcuni giorni apparirà molto contrastato e vibrante, con colori accesi; altri giorni la nebbia avvolgerà la scena, oppure sarà l'alba o il tardo pomeriggio. In quel momento tutto si fonderà insieme, perdendo l'effetto potente del contrasto per lasciare spazio a un'atmosfera diversa, più morbida.”
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