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Kaari Upson

1970 - 2021

Brevi note biografiche

  • Born: 1970
  • Copyright status: Under copyright
  • Top 3 works: Installation shot Installation Shot
  • Died: 2021
  • Also known as: Kaari Upson (Nome Completo)
  • Espandi dettagli…
  • Art period: Contemporaneo
  • Museums on APS:
    • 15° Biennale di Istanbul
    • 15° Biennale di Istanbul
    • 15° Biennale di Istanbul
    • 15° Biennale di Istanbul
    • 15° Biennale di Istanbul
  • Lifespan: 51 years
  • Works on APS: 1
  • Top-ranked work: Installation shot Installation Shot

Quiz d'arte

Per ogni domanda è presente una sola risposta corretta.

Domanda 1:
Kaari Upson è nota soprattutto per un progetto a lungo termine incentrato su un uomo che ha chiamato 'Larry'. Cosa ha dato inizio a questo progetto?
Domanda 2:
Quali temi sono esplorati in modo prominente nelle opere di Kaari Upson?
Domanda 3:
Dove ha vissuto e lavorato principalmente Kaari Upson?
Domanda 4:
Quale medium Kaari Upson NON ha utilizzato nella sua pratica artistica?
Domanda 5:
Il 'Larry Project' è stato esposto in quale importante museo?

Una vita scavata: l'inquietante mondo di Kaari Upson

Kaari Upson, nata a San Bernardino, California, il 22 aprile 1970 e tragicamente scomparsa a causa di un carcinoma mammario metastatico il 18 agosto 2021, è stata un'artista la cui opera ha indagato incessantemente le crepe sotto la superficie levigata dell'identità americana. Sebbene la sua data di nascita venga spesso erroneamente indicata con due anni di scarto, la traiettoria della sua vita – una ricerca instancabile di significato tra trauma, ossessione e le complessità dell'io – si è dispiegata con un'intensità singolare che ha lasciato un segno indelebile nell'arte contemporanea. Le sue prime esperienze nel crudo paesaggio dell'Inland Empire, descritto da Joan Didion come "perseguitato dal Mojave", hanno instillato una sensibilità verso le correnti più oscure che scorrono sotto la vernice della vita suburbana. Questo ambiente formativo sarebbe diventato un motivo ricorrente, non solo come soggetto, ma come spazio psicologico che ha informato l'intera sua opera. Il percorso artistico di Upson è iniziato con la formazione accademica presso la New York Studio School di Disegno, Pittura e Scultura, prima del suo ritorno in California per conseguire sia il BFA che l'MFA presso il California Institute of the Arts (CalArts), laureandosi nel 2007. Fu proprio in questo periodo che iniziò a prendere forma il progetto che avrebbe definito gran parte della sua carriera: The Larry Project.

La genesi di “Larry”: scavare un'identità fantasma

Nel 200ello, un atto di violazione di proprietà condusse Upson in una casa abbandonata di fronte alla dimora dei suoi genitori. Tra quelle pareti in rovina giacevano i resti di una vita: scatole piene di lettere, diari, fotografie e documenti legali appartenenti a un uomo che lei avrebbe conosciuto solo come “Larry”. Questa scoperta non fu un semplice scenario di "oggetto trovato"; fu lo scavo di un'identità fantasma, un portale in un mondo iper-mascolino costruito attraverso le fantasie di Playboy, i guru dell'autoaiuto e la ricerca incessante di una perfezione idealizzata. Il successivo incendio della casa consolidò la determinazione di Upson a ricostruire la vita di Larry, non come biografia, ma come studio psicologico: una meditazione sul desiderio, il potere e la fragilità del sé. Il progetto si estese per sette anni, evolvendosi in dipinti, sculture, video, installazioni e performance che sfumavano i confini tra realtà e finzione, artista e soggetto. Upson non era interessata a ritrarre Larry in persona, quanto piuttosto a utilizzare la sua esistenza frammentata come una lente attraverso cui esplorare le proprie ansie riguardo al genere, alla sessualità e alla psiche americana. Le prime fasi di The Larry Project furono caratterizzate da un'attenzione quasi ossessiva ai dettagli, ricreando meticolosamente oggetti e ambienti associati alla vita immaginata di Larry.

Espandere il linguaggio: silicone, performance e corpo

Man mano che Upson si allontanava dalla fase iniziale di ricostruzione di The Larry Project, la sua opera assunse una qualità più viscerale e inquietante. Iniziò a sperimentare con il silicone – un materiale dotato sia di un'allure sensuale che di una disturbante artificialità – per creare protesi di seni e genitali. Queste forme non erano intese come rappresentazioni dell'anatomia femminile, bensì come oggetti destabilizzanti che sfidavano le nozioni convenzionali del corpo e del desiderio. L'artista stessa divenne sempre più centrale nel suo lavoro, interpretando in video e installazioni diverse personalità, alternando i ruoli con Larry, sua madre o una figura figlia. Questo aspetto performativo non riguardava l'espressione di sé; si trattava di mettere in scena drammi psicologici, esplorare la fluidità dell'identità e confrontare gli spettatori con i propri disagi. La “bambola di Larry”, una scultura a grandezza naturale apparsa in varie iterazioni durante il progetto, divenne un simbolo potente di questa esplorazione: un oggetto malleabile su cui Upson proiettava le sue ansie e fantasie. La sua installazione del 2008, The Grotto, una replica in vetroresina della piscina della Playboy Mansion, amplificò ulteriormente questi temi, con proiezioni di se stessa che interagiva con la bambola all'interno dei suoi confini artificiali. Questo periodo vide l'opera di Upson trascendere la mera investigazione per diventare un'esplorazione profondamente personale e toccante del trauma, dell'identità e delle complessità delle dinamiche familiari.

Riconoscimento ed eredità: una voce artistica singolare

La traiettoria della carriera di Kaari Upson fu segnata da un crescente riconoscimento negli ultimi anni. La sua mostra del 2008 presso l'Hammer Museum di Los Angeles, nell'ambito della prestigiosa serie Hammer Projects, portò The Larry Project a un pubblico più vasto. Ha partecipato a importanti biennali internazionali, tra cui la Whitney Biennale e la Biennale di Istanbul nel 2017, anni che hanno visto anche grandi esposizioni al New Museum di New York City. La sua opera è entrata nelle collezioni permanenti di istituzioni prestigiose come il Whitney Museum of American Art, il Museum of Contemporary Art di Los Angeles e l'Institute of Contemporary Art di Boston. L'influenza di Upson si estende oltre la sua specifica produzione artistica. Ha sfidato i confini convenzionali tra i media, fondendo senza soluzione di continuità scultura, video, performance e disegno in un linguaggio artistico coeso. La sua indagine inflessibile su temi difficili – trauma, ossessione, desiderio e psiche americana – risuona profondamente con il pubblico contemporaneo che affronta ansie simili. Viene ricordata non solo per la sua arte innovativa, ma anche per la sua intelligenza feroce, l'energia illimitata e l'incrollabile impegno nel spingere i limiti dell'espressione artistica. Le sue opere continuano a essere esposte a livello internazionale, fungendo da testimonianza della sua visione singolare e della sua eredità duratura. Collezioni Selezionate:
  • Whitney Museum of American Art
  • Museum of Contemporary Art, Los Angeles
  • Institute of Contemporary Art, Boston
“La maggior parte della carriera di Upson è stata dedicata a una singola serie intitolata The Larry Project – dipinti, installazioni, performance e film ispirati a una collezione di oggetti personali di un uomo che ha trovato nel 2003.”