Carolina Giovanna Carlesimo: La Misteriosa Juana Romani
Nata nel cuore dell’Italia, Carolina Giovanna Carlesimo – più tardi conosciuta come Juana Romani – fu una figura affascinante del tardo XIX e inizio XX secolo nel panorama artistico parigino. La sua vita si sviluppò con un cambiamento drammatico: da umili origini a una breve ma intensa carriera sia come modella che pittrice. Una donna avvolta nel mistero, navigò nel vivace e spesso impegnativo mondo del mecenatismo artistico e della vita bohémien, lasciando dietro di sé un’eredità di ritratti sensuali e scene evocative radicate nella storia, nella mitologia e nel teatro. La sua storia è una di ambizione, fama effimera e, in definitiva, una discesa inquietante nella malattia mentale – un toccante promemoria delle pressioni affrontate dalle donne artiste di quell’epoca.
Primi Anni e Arrivo a Parigi
Carolina Giovanna Carlesimo nacque a Velletri, Italia, il 30 aprile 1867. Le circostanze familiari portarono una sua famiglia a trasferirsi a Parigi all'età di dieci anni, accompagnata dalla madre e dal suocero. Questo trasferimento segnò un momento cruciale, catapultandola nel frenetico paesaggio artistico del Quartiere Latino. La città offriva opportunità – in particolare come modella – che non erano disponibili nella sua terra natale. Era una pratica comune per giovani donne provenienti dal Sud Europa cercare lavoro posando per artisti, fornendo un mezzo di sussistenza e allo stesso tempo assorbendo tecniche ed estetiche nel contempo. Il suo suocero, Temistocle Romani, ingegnere, cercava lavoro a Parigi, creando un ambiente favorevole alla nuova vita della sua famiglia.
Il Percorso da Modella alla Pittrice
La carriera iniziale di Juana come modella si rivelò preziosa. Si distinse rapidamente per il suo aspetto notevole – in particolare i suoi capelli rossi fuoco e la sua giovane fisicità – e iniziò a lavorare per diversi artisti importanti, tra cui Alexandre Falguière (per il quale pose per la sua celebre scultura *Diana la Cacciatrice*), Jean-Jacques Henner, Ferdinand Roybet e Carolus-Duran. Questo periodo non fu solo una questione di posa; si trattava di un’apprendistato cruciale. Osservò tecniche, studiò l'anatomia e assorbì le tendenze artistiche dominanti del tempo. In particolare, Filippo Colarossi, fondatore dell'Académie Colarossi, prese un interesse speciale per il suo talento, offrendo istruzioni e favorendo il suo sviluppo artistico. Fu in questa scuola che iniziò a sperimentare con il disegno, passando dalla modellazione alla ricerca della propria carriera pittorica.
Uno Stile Distintivo ed Esposizioni al Salon
All'età di diciannove anni, Juana prese una decisione audace: stabilirsi come artista indipendente. Scelse il nome spagnolo “Juana”, una scelta deliberata che rifletteva il suo secondo nome, “Giovanna”. Il suo stile artistico si sviluppò rapidamente un segno distintivo – figure femminili sensuali dipinte da bibliche, teatrali e storiche. Questi non erano semplici riproduzioni; erano infusi di una sensibilità romantica, spesso caratterizzati da lunghi capelli ondeggianti e pose enigmatiche che suggerivano profondità nascoste e tormenti interiori. I suoi dipinti raffiguravano spesso donne in ambientazioni drammatiche, quasi mitologiche, evocando un senso di eternità e potere. Juana ottenne riconoscimenti regolari alle Esposizioni del Salon des Artistes Français dal 1888 al 1904, guadagnandosi la fama per le sue abilità e la sua visione unica.
Opere Significative e Eredità
Una delle opere più celebrate di Juana è *La Gitana* (La Zingara), un acquerello presentato alla sua prima esposizione al Salon nel 1888. Il dipinto cattura l'essenza di un'anima errante, incarnando molte delle caratteristiche che definirono il suo stile artistico – sensualità, mistero e una connessione con il passato. I suoi ritratti furono particolarmente apprezzati per la loro capacità di esprimere sia bellezza fisica che complessità psicologica. Louis Gonse, critico per *Le Monde Moderne*, dichiarò che l'abilità di Juana superava persino quella del suo mentore, Ferdinand Roybet. Tuttavia, i suoi anni successivi presero una svolta tragica: la malattia mentale la confinate in un istituto psichiatrico a Parigi dove morì nel 1923 o 1924, in gran parte dimenticata. Nonostante questo improvviso declino, i suoi dipinti continuano ad affascinare e intrigare gli storici dell'arte e i collezionisti, offrendo uno sguardo sulla vita e l'arte di una donna straordinaria che sfidò le convenzioni e lasciò un segno indelebile nel panorama artistico parigino.
Oggi, diverse opere di Juana Romani sono esposte al Musée d’Orsay a Parigi, preservando la sua eredità artistica per le generazioni future da apprezzare.


