Una vita alla corte Tudor
John Bettes Il Vecchio fu un poliedrico artista inglese, capace di spaziare dalla pittura alla stampa, dalla miniatura alla xilografia. Il suo percorso professionale è indissolubilmente legato al servizio presso la corte reale, come testimoniato dai primi registri del 1531, quando iniziò a lavorare per Enrico VIII presso il Palazzo di Whitehall. Le cronache storiche del 1546/47, risalenti al regno della regina Caterina Parr, riportano pagamenti erogati a Bettes per il "limning" dei ritratti del re e della regina, oltre che per altre sei opere ritrattistiche. La sua maestria si estese con naturalezza anche alle arti grafiche; è stato infatti identificato come l'autore del bordo decorativo inciso per il Cosmographical Glasse di William Cuningham, e si ipotizza che possa aver realizzato le incisioni per la Chronicle di Edward Hall o il ritratto xilografico di Franz Burchard.
Mentre il figlio, John Bettes il Giovane, divenne allievo di Nicholas Hilliard, la vita del padre rimane in gran parte avvolta nel mistero e priva di documentazione dettagliata, fatta eccezione per un cenno del suo soggiorno a Westminster nel 1556. Sappiamo soltanto che la sua parabola artistica si concluse intorno al 1570.
Eredità artistica e stile
L'opera più emblematica attribuita a Bettes è il ritratto del 1545, A Man in a Black Cap, oggi conservato presso la Tate Britain di Londra. Questo capolavoro si distingue per un'iscrizione sul retro che recita "faict par Johan Bettes Anglois", un dettaglio che suggerisce come l'opera possa essere stata realizzata all'estero. Il dipinto è caratterizzato da uno sfondo in smalto blu che, con il passare dei secoli, ha assunto tonalità brune e che presenta i segni di un ritaglio lungo i bordi e la parte inferiore.
Sulla base di prove stilistiche, altri quattro ritratti sono stati attribuiti alla sua mano: