Jean Dubuffet
Jean Philippe Arthur Dubuffet (Le Havre, 31 luglio 1901 – Parigi, 12 maggio 1985) è stato un pittore, scultore e scrittore francese. È considerato il fondatore del movimento artistico dell'Art Brut. Tale corrente artistica si sviluppa dal 1947, fino a quel momento il percorso di Dubuffet è stato così riassunto da Hal Foster: «Dubuffet aveva iniziato la sua attività artistica nel 1924 con una serie di opere ispirate dall'arte africana e dai disegni dei bambini». Questo interesse per queste fonti d’ispirazione lo accompagnò per tutta la vita, influenzando profondamente il suo stile e la sua visione dell’arte.
Dubuffet nacque nella città portuale francese di Le Havre nel terzo figlio di Charles-Alexandre Dubuffet e Jeanne-Léonie Paillette, entrambi membri della borghesia ricca e influente. Dopo aver studiato alla scuola d'arte locale, dove ebbe un primo contatto con il mondo dell’arte contemporanea, si trasferì a Parigi nel 1918 per proseguire gli studi presso l'Académie Julian, dove entrò in contatto con altri artisti importanti della sua generazione, tra cui Juan Gris e André Masson. Questi rapporti furono fondamentali nello sviluppo del suo pensiero estetico e nella formazione del suo stile artistico.
Nel corso degli anni ’30 Dubuffet abbandonò la pittura per dedicarsi alla gestione dell’azienda vinicola familiare, un impegno che gli fornì una certa stabilità economica ma anche una nuova fonte di ispirazione creativa. Questo periodo fu caratterizzato dalla nascita della Compagnie de l'art brut insieme ad André Breton e altri artisti pionieri del movimento surrealista, un progetto volto a promuovere una nuova forma d’arte libera dalle convenzioni estetiche tradizionali e ispirata dall’esperienza quotidiana delle persone comuni. Dubuffet si dedicò quindi alla creazione di opere che esprimessero la forza espressiva della spontaneità e dell'immediatezza, utilizzando materiali insoliti come terra rossa, sabbia e carbone per ottenere effetti sorprendenti.
La sua attività artistica raggiunse il culmine negli anni ’40 e ’50 quando Dubuffet iniziò a lavorare con tecniche innovative quali l’impasto spesso spessa e la creazione di grandi superfici pittoriche che evocavano paesaggi urbani e naturali. Questo stile unico lo consacrò come uno dei più importanti artisti del suo tempo, attirando l'attenzione della critica internazionale e contribuendo alla nascita di una nuova corrente artistica che celebrava l’importanza dell’esperienza sensoriale e emotiva nell’arte contemporanea. Tra le opere più significative di Dubuffet spiccano “Weaver’s Vision” (1945), un ciclo di dipinti ispirato dalle opere di Jean Fautrier, e “Comings and Goings” (1946), una serie di quadri che esprimono la forza espressiva della spontaneità e dell'immediatezza.
Dubuffet morì a Parigi nel maggio del 1985 lasciando un patrimonio artistico ricco e complesso che continua ad affascinare gli artisti e gli studiosi di tutto il mondo. Il suo contributo alla storia dell’arte è stato riconosciuto universalmente come una delle più importanti innovazioni del XX secolo, grazie alla sua visione originale dell'arte brut e alla sua capacità di esprimere la bellezza nella semplicità e nell'autenticità. È considerato uno dei fondatori della corrente artistica che celebra l'importanza dell'esperienza sensoriale e emotiva nell’arte contemporanea.