Una vita di ricerca artistica e sradicamento
Hans Troschel è stato un pittore e incisore tedesco nato a Berlino. Il suo percorso formativo è stato caratterizzato da studi presso il Bauhaus di Weimar, la Deutsche Hochschule für Leibesübungen e la Kunstakademie di Breslavia. Le sue opere giovanili sono state segnate da temi intensi; nel 1925, l'artista produsse sei xilografie intitolate Inferno, che ritraevano le sue esperienze durante la guerra, concentrandosi spesso sulla morte e sul decadimento in modo drastico e viscerale.
La sua esistenza ha preso una svolta drammatica nel 1937, quando tre delle sue opere — un dipinto a olio intitolato Kartoffeln schälende Frau, una xilografia intitolata Hexe e una xilografia intitolata Pferd — furono confiscate e distrutte dal regime nazista nell'ambito della campagna "Entartete Kunst". In seguito a questo evento, Troschel fuggì in Albania, dove visse clandestinamente, viaggiando a piedi e dando vita a numerosi schizzi, disegni e dipinti a olio. Durante il suo soggiorno in Albania, l'artista documentò l'artigianato tradizionale, gli strumenti e l'architettura locale, realizzando inoltre un dipinto di grandi dimensioni per una chiesa di Scutre, che andò tragicamente perduto quando l'edificio fu convertito in un magazzino.
Gli ultimi anni e l'eredità lasciata
Dopo il ritorno in Germania nel 1940, Troschel affrontò la prigionia e prestò successivamente servizio nella Luftwaffe. Con la fine della guerra e l'ascesa del potere comunista, dovette subire ulteriori detenzioni e il duro periodo dei campi di lavoro. Finalmente tornò nella Germania dell'Ovest nel 1954, stabilendosi a Lethe, vicino ad Ahlhorn. Dal 1956 al 1970, ha esercitato la professione di insegnante d'arte presso il Gymnasium di Ahlhorn e il Clemens-August-Gymnasium di Cloppenburg.