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Guglielmo Cortese

1628 - 1679

Brevi note biografiche

  • Works on APS: 2
  • Art period: Età Moderna
  • Also known as:
    • Il Borgognone
    • Le Bourguignon
    • Guillaume Courtois
  • Top 3 works:
    • Study for a Female Figure
    • Martyrdom of St Andrew
  • Lifespan: 51 years
  • Nationality: Francia
  • Espandi dettagli…
  • Top-ranked work: Study for a Female Figure
  • Museums on APS:
    • Kunstpalast
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  • Born: 1628, Saint-Hippolyte, Francia
  • Copyright status: Public domain
  • Died: 1679

Guillaume Courtois, o italianizzato in Guglielmo Cortese e noto come Il Borgognone o Le Bourguignon, fu un pittore, disegnatore ed incisore franco-italiano di straordinario talento. La sua parabola artistica si sviluppò principalmente a Roma, dove eccelse come pittore di storia e di staffage, godendo del favore delle più alte sfere del patronato dell'epoca. Fratello degli artisti Jacques Courtois (Giacomo Cortese) e Jean-François Courtois, la sua vita fu profondamente intrecciata con quella della famiglia e del panorama artistico romano.
Nato a Saint-Hippolyte, nel dipartimento del Doubs in Francia, era figlio dell'oscuro pittore Jean-Pierre Courtois. Sebbene i dettagli della sua infanzia rimangano avvolti nel mistero, si ritiene che il suo primo apprendimento sia avvenuto sotto la guida del padre. Intorno al 1636, quando Guillaume era ancora un bambino, la famiglia intraprese un viaggio verso l'Italia, attraversando città d'arte come Milano, Bologna, Venezia, Firenze e Siena, gettando le basi per quella formazione cosmopolita che avrebbe caratterizzato il suo stile.
Le cronache sui movimenti dei fratelli Courtois non sono estremamente dettagliate, alimentando diverse teorie storiografiche. È possibile che Guillaume si fosse stabilito a Roma già nel 1638, entrando nella prestigiosa bottega di Pietro da Cortona. In questo ambiente fecondo, perfezionò la sua tecnica attraverso il disegno dal vero e l'analisi delle opere di Giovanni Lanfranco e Andrea Sacchi. La sua ricerca artistica lo portò ad approfondire lo studio dei pittori bolognesi e di Guercino, culminando in uno stile classicizzante, privo di eccessivi manierismi, che presentava affinità con la poetica di Carlo Maratta. Alcuni studiosi moderni suggeriscono invece che Guillaume e Jacques rimasero uniti fino alla fine degli anni 1640, e che l'influenza di Da Cortona si sia manifestata solo nel 1656, durante una collaborazione diretta.
Dopo una vita dedicata all'arte trascorsa quasi interamente nella Città Eterna, la sua esistenza si concluse a Roma, dove morì di gotta il 14 o 15 giugno 1679. La sua eredità artistica continuò attraverso i suoi allievi, tra cui Jean-Blaise Chardon e Antonio Dupré.
L'opera di Guillaume Courtois si distinse soprattutto nella pittura di storia, con scene religiose cristiane e mitologiche, ma la sua maestria come pittore di staffage lo rese estremamente ricercato. Viene talvolta ricordato come un "pittore di battaglie" per il suo contributo al progetto decorativo della cappella della congregazione dei Gesuiti nel Collegio Romano, adiacente alla chiesa di Sant'Ignazio a Roma. In questo sforzo corale con il fratello Jacques, si è stabilito che quest'ultimo si occupasse delle dinamiche scene di battaglia sullo sfondo, mentre Guillaume dipingeva le figure centrali che narrano vittorie divine: dalla sconfitta degli eserciti di Cosroe da parte di Eraclio alla celebrazione della Vergine, passando per la battaglia di Luigi IX di Francia. I suoi primi disegni testimoniano un'iniziale influenza fraterna, ma la sua evoluzione lo portò a creare ritr든지 e opere di genere in collaborazione con altri maestri.
Le prime grandi commissioni pubbliche di Courtois furono gli affreschi per San Marco a Roma, grazie alla raccomandazione di Pietro da Cortona a Niccolò Sagredo, l'ambasciatore veneziano. Tra i suoi capolavori spiccano la Battaglia di Giosuè per la Galleria di Alessandro VII nel Palazzo del Quirinale e il Martirio di Sant'Andrea per l'altare maggiore di Sant'Andrea al Quirinale.
Queste opere giovanili rivelano un affascinante intreccio di influenze: il dinamismo barocco di Agostino Carracci, mediato dalla versione più energica di Giovanni Lanfranco, si fonde con la lezione di Cortona. Da questo connubio nacque un'esuberanza di forme e colori che divenne il marchio di fabbrica del pittore. Il suo percorso fu arricchito anche dallo studio dello stile di Pier Francesco Mola, con cui collaborò alla decorazione di Palazzo Valmontone per Camillo Francesco Maria Pamphili tra il 1658 e il 1659. In questo palazzo, alcune figure attribuite in passato a Mola sono in realtà opera di Courtois.
Nel 1661, la sua devozione lo portò a dipingere un'Assunzione per la chiesa di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo. Nella maturità, l'influenza di Carlo Maratta divenne evidente, infondendo una dolcezza espressiva nelle figure femminili, come si può ammirare nella Madonna del Rosario per la chiesa di San Giorgio a Monte Porzio Catone, realizzata nel 1666 su commissione del principe Giovanni Battista Borghese.
La capacità di Courtois di dialogare con i contemporanei lo portò a collaborazioni memorabili, non solo con il fratello Jacques, ma anche con il fiammingo Abraham Brueghel, celebre pittore di nature morte. Un esempio sublime è la natura morta con fiori, frutta e figura, dove Brueghel curava l'elemento botanico e Courtois infondeva vita alla figura umana. Altre opere mostrano la sua maestria nel ritrarre figure incantevoli, come nella Fruttivendola (Gemäldegalerie, Dresda), frutto di una collaborazione con Michele Pace del Campidoglio. La sua reputazione era tale da guadagnare l'ammirazione e il sostegno di giganti come Bernini, che non esitò a raccomandarlo per importanti incarichi pubblici, consolidando la sua posizione tra i grandi protagonisti della Roma barocca.

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