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Giulio Bonasone

1498 - 1574

Brevi note biografiche

  • Top 3 works:
    • Jupiter Suckled by the Goat Amalthea
    • Roman Charity
  • Also known as:
    • Giulio De Antonio Buonasone
    • Julio Bonoso
    • Julio Bonaso
    • Juli Bonasonis
    • Julio Bolognese Bonahso
  • Copyright status: Public domain
  • Nationality: Italia
  • Born: 1498, Bologna, Italia
  • Top-ranked work: Jupiter Suckled by the Goat Amalthea
  • Espandi dettagli…
  • Works on APS: 2
  • Died: 1574
  • Lifespan: 76 years
  • Museums on APS:
    • Bibliothèque Nationale de France
    • Bibliothèque Nationale de France
    • Bibliothèque Nationale de France
    • Bibliothèque Nationale de France
    • Bibliothèque Nationale de France
  • Art period: Rinascimento

Giulio Bonasone (noto anche come Giulio De Antonio Buonasone, Julio Bonoso o Juli Bonasonis) fu un illustre pittore e incisore italiano nato a Bologna. Sebbene si ipotizzi che abbia studiato pittura sotto la guida di Lorenzo Sabbatini e che abbia realizzato un Purgatorio per la chiesa di San Stefano, purtroppo tutte le sue opere pittoriche sono andate perdute nel tempo. La sua fama, tuttavia, è rimasta indelebile come incisore, disciplina in cui si ritiene abbia appreso l'arte sotto la maestria di Marcantonio Raimondi. Attraverso il suo lavoro, che lo vide operare con grande successo tra Mantova, Roma e Venezia, Bonasone seppe dare vita a acqueforti e incisioni ispirate ai grandi maestri del passato e a disegni di propria invenzione, firmando le sue matrici con diverse varianti, tra cui b., i.b., julio bonaso e julio bolognese bonahso.
L'artista è stato celebrato come un incisore dotato di straordinarie capacità riproduttive, capace di trasmettere con estrema precisione le composizioni, i colori e l'essenza stessa delle sue fonti. Attraverso le sue stampe, Bonasone seppe inoltre narrare la sua profonda comprensione delle controversie religiose e culturali che caratterizzavano il suo tempo, rendendosi uno degli incisori più importanti e prolifici del XVI secolo.
La data esatta della sua nascita rimane avvolta nel mistero a causa della scarsità di documenti storici. Poiché la sua attività si colloca tra il 1531 e il 1571, la sua nascita potrebbe essere datata intorno al 1513 o anche prima, qualora l'incisione facesse parte del suo percorso formativo ufficiale. Un elemento che suggerisce come fosse ancora un giovane apprendista nel 1531 è proprio la mancanza di maestria e di familiarità con l'anatomia in alcune opere di quel periodo.
Le tracce della vita di Giulio Bonasone non emergono chiaramente dalle collezioni pubblicate o dagli archivi di Stato di Bologna, sebbene un documento lo colleghi alla compagnia dello quattro arte, menzionandolo come uditore della corporazione. Nonostante ciò, la mancanza di un nome di battesimo certo e l'assenza del suo nominativo nelle rare liste esistenti della compagnia rendono la sua biografia un affascinante enigma.
La produzione di Bonasone è un vasto mosaico di tecniche, dove incisioni e acqueforti si fondono spesso in un unico segno. Il suo repertorio spazia dal sacro al profano, toccando temi mitologici ed erotici: a lui sono attribuite circa 357 stampe, di cui circa 200 databili con relativa certezza. La sua opera comprende scene dell'Antico Testamento, narrazioni del Nuovo Testamento, omaggi alla Vergine e ai Santi, oltre a eventi storici, parabole, mitologia e ritratti. Spesso le sue opere si presentano come serie narrative coerenti, come i 22 soggetti dedicati agli amori degli dei o la serie di 2 m stampe sulla passione di Cristo.
Secondo le dichiarazioni dello stesso artista, oltre 114 stampe sono opere originali, senza contare quelle realizzate per Bocchi, molti dei quali sono anch'essi suoi disegni originali. Le sue creazioni sono spesso contrassegnate dalla dicitura "giulio bonasone inventore". La sua produzione incisoria può essere divisa in due grandi filoni: le opere che replicano fedelmente i maestri, come la Creazione di Eva ispirata a Michelangelo, e quelle in cui Bonasone introduce variazioni personali, definite da lui stesso come "imitazioni", come nella Clelia che attraversa il Tevere basata su Polidoro da Caravaggio.
Bonasone fu estremamente selettivo nei suoi modelli, prediligendo i giganti del Cinquecento. Realizzò diciotto stampe ispirate a Raffaello e alla sua scuola, undici per Michelangelo, quattordici per Giulio Romano e dieci per Parmigianino. La scultura antica, in particolare i rilievi classici, fu un'altra fonte vitale di ispirazione, portandolo a modellare sedici stampe su fonti classiche.
L'inizio della sua carriera sembra risalere agli anni '30 del XVI secolo. Le prime opere, come Santa Cecilia (1531), mostrano ancora una tecnica acerba e un uso marcato di tratteggi rettilinei che tradiscono la difficoltà nel rendere il volume. Tuttavia, con il tempo, l'artista evolse verso una maggiore complessità; in opere come il Trionfo di Bacco, sebbene permangano alcune incertezze nel contorno delle figure, emerge un uso più avanzato del chiaroscuro che ricorda la pittura, diventando un tratto distintivo del suo stile. Questo progresso è evidente anche nelle serie dedicate a Giulio Romano, dove la tecnica dei sistemi di linee serrate riuscì a catturare con precisione le forme e i contrasti luminosi dell'originale, prima che Bonasone sviluppasse metodi ancora più delicati per costruire il tono tonale.

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