Il dipinto più famoso di Giselbert Hoke è Standing Male and Lying Female Nude (1959). Il nostro catalogo elenca 1 opere di Giselbert Hoke; i 1 qui sotto sono quelle che il mondo ammira di più, ognuna con il proprio anno, il museo che la custodisce e il motivo della sua importanza.
Classificata in base al nostro punteggio di popolarità, che combina ricerche, visite e ordini per ogni opera. Aggiornato Novembre 2026.
Tutte le opere datate di Giselbert Hoke presenti in questa pagina risalgono al 1959: ecco le più famose.
Standing Male and Lying Female Nude (1959)
32 anni: Standing Male and Lying Female Nude risale al 1959 e Giselbert Hoke è nato/a nel 1927.
Il nostro catalogo elenca 1 opere di Giselbert Hoke.
Nato a Varnsdorf, nella Repubblica Ceca, Giselbert Hoke è stato un artista visivo la cui pratica poliedrica ha spaziato dalla pittura alla litografia, fino alla lavorazione del vetro. La sua formazione artistica ha avuto inizio presso l'Accademia di Belle Arti di Vienna, dove ha studiato sotto la guida di Robin Christian Andersen e Herbert Boeckl. La sua carriera è stata segnata da significativi contributi architettonici, tra cui la progettazione di monumentali affreschi per la stazione principale di Klagenfurt e per l'Istituto di formazione dei maestri cattolici a Eisenstadt. Queste opere, successivamente tutelate come monumenti, hanno dimostrato la sua straordinaria capacità di integrare l'arte con gli spazi architettonici. Oltre alla sua attività in Austria, Hoke ha viaggiato ampiamente, trovando ispirazione in Perù, in Toscana, in Spagna e nell'Estremo Oriente.
L'opera di Hoke si è evoluta attraverso diverse fasi e mezzi espressivi distinti. L'artista era noto per la creazione di murales, pareti di vetro e opere in smalto, sviluppando spesso figure monumentali su grandi pannelli di legno. La sua materia prima è mutata nel tempo, passando da studi sul nudo e figure femminili sedute verso il paesaggio, specialmente durante i suoi numerosi viaggi. Negli ultimi anni della sua vita, ha prodotto la serie "NADA", composta da opere astratte e non oggettive. La sua versatilità tecnica emergeva chiaramente nell'uso di acquerelli, gouache e arazzi, oltre che nel suo ruolo di guida presso l'Istituto per l'Arte Contemporanea di Graz e nel suo impegno nei laboratori del vetro e dello smalto.