Primi Anni e Fondamenta Artistiche
Il Dott. Eric Westbrook (1915–2005) è stato una figura di straordinaria versatilità, capace di muoversi con naturalezza tra i ruoli di artista, curatore e direttore, lasciando un segno indelebile sia nel panorama artistico britannico che in quello australiano. Nato a Peckham, nel sud-est di Londra, la sua infanzia fu immersa in una profonda esposizione all'arte, una felice conseguenza dei viaggi in Europa legati all'attività tessile del padre. Mentre il genitore si dedicava agli affari, il giovane Eric rimaneva incantato dai musei che li vedevano protagonisti, esperienze che accesero in lui una passione per tutta la vita verso la cultura visiva e le gallerie d'arte.
La formazione formale di Westbrook ebbe inizio presso diverse scuole d'arte londinesi – Battersea, Clapham e la Westminster School of Art – dove studiò pittura sotto la guida di figure influenti come Walter Sickert e Mark Gertler. Per sostenere il proprio percorso formativo, lavorò come centralinista, dimostrando fin da subito un impegno incrollabile nel perseguire le proprie ambizioni artistiche nonostante i limiti economici. Nel 1934, all'età di diciannove anni, Westbrook si avventurò a Parigi, non con l'intento di diventare lui stesso un pittore celebre, ma piuttosto per immergersi nel mondo dell'arte contemporanea e affinare il proprio sguardo critico.
L'Ascesa di un Curatore: Wakefield e Oltre
Lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale interruppe le aspirazioni artistiche di Westbrook. Dichiarato "inidoneo al servizio" a causa della sua corporatura esile – un destino quasi ironico per un uomo dotato di una tale visione – si ritrovò a lavorare nel collegamento dell'intelligence e nell'educazione dell'esercito, ruoli che tuttavia affinarono le sue capacità organizzative e la sua attitudine a connettersi con pubblici eterogenei. Dopo il conflitto, tornò brevemente all'insegnamento prima di accettare la direzione della Wakefield City Art Gallery nel Yorkshire nel 1946, diventando all'epoca il direttore di galleria più giovane della Gran Bretagna.
Il suo mandato a Wakefield fu caratterizzato da un impegno costante nel presentare opere innovative, tra cui spicca una mostra retrospettiva dedicata a Henry Moore. Tale esposizione si rivelò controversa quando Alfred Munnings, allora presidente della Royal Academy, lanciò un attacco feroce al Modernismo durante un programma radiofonico, indicando proprio Moore come esempio dei presunti fallimenti di tale movimento. Tuttavia, Westbrook seppe gestire la sfida con maestria, utilizzando la risonanza mediatica per promuovere ulteriormente l'opera di Moore attraverso un tour europeo organizzato dal British Council. Questo successo portò, tre anni dopo, alla sua nomina a responsabile delle esposizioni per il Dipartimento delle Belle Arti del British Council.
Trasformare le Gallerie: Auckland e Melbourne
Nel ruolo di responsabile delle esposizioni, Westbrook orchestrò numerose tournée dell'arte britannica in tutta Europa, supervisionando per due volte il padiglione britannico alla Biennale di Venezia. Durante un viaggio in Grecia, apprese dell'apertura di una posizione da direttore presso l'Auckland City Art Gallery in Nuova Zelanda. Ottenne l'incarico nel 1952 e trascorse quattro anni e mezzo rivitalizzando la galleria, introducendo letture poetiche, concerti e scuole estive accanto alle esposizioni tradizionali. Il suo approccio innovativo gli valse l'appartenenza onoraria alla Art Galleries and Museums Association della Nuova Zelanda.
Nel 1956, all'età di quarantuno anni, Westbrook accettò la direzione della National Gallery of Victoria (NGV) a Melbourne, in Australia. Si lanciò immediatamente in una missione per ristrutturare la galleria e ampliare il personale. Un momento cruciale fu l'approvazione governativa per un nuovo edificio su St Kilda Road. Westbrook si dedicò con passione al processo di progettazione, visitando 122 gallerie e musei insieme all'architetto Roy Grounds per perfezionare la sua visione dello spazio. I suoi sforzi furono ampiamente ripagati: nel 1972, quattro anni dopo l'inaugurazione della galleria, le presenze raggiunsero una media di un milione di visitatori all'anno, a testimonianza del suo successo nel coinvolgere un pubblico sempre più vasto.
Un'Eredità di Accessibilità e Sostegno
Lungo tutta la sua carriera come direttore, Westbrook continuò a creare arte in modo privato. Nel 1966, ricevette una borsa di studio Carnegie che gli permise di studiare e tenere lezioni negli Stati Uniti. Dopo il pensionamento dalla NGV, servì come primo capo del Ministero per le Arti del Victoria per cinque anni, periodo durante il quale supervisionò la creazione del Victorian Tapestry Workshop, un contributo significativo alla comunità artistica australiana.
L'influenza del Dott. Eric Westbrook si estese ben oltre le sue personali creazioni artistiche. Fu un paladino dell'accessibilità, convinto che l'arte dovesse essere alla portata di tutti. La sua dedizione all'istruzione, unita a uno sguardo curatoriale acuto e a straordinarie doti amministrative, trasformò le gallerie che guidò in vibranti centri culturali. L'edificio amministrativo della NGV, intitolato in suo onore, rimane un tributo duraturo alla sua visione: un riconoscimento degno di un uomo che ha dedicato la propria vita all'arricchimento del panorama artistico mondiale.


