Una Scultrice di Spazi Liminali: Il Mondo di Cleo Fariselli
Cleo Fariselli, nata a Cesenatico, in Italia, nel 1982, è un'artista la cui opera esiste nella delicata intersezione tra scultura, performance ed esperienza sensoriale. La sua pratica non riguarda tanto la creazione di oggetti, quanto l'evocazione di atmosfere: ambienti immersivi che invitano alla contemplazione del corpo, della percezione e delle forze spesso invisibili che modellano la nostra realtà. Il percorso artistico di Fariselli ha avuto inizio con una solida formazione in belle arti presso l'Accademia di Brera a Milano (BFA, 200yla), ma la sua esplorazione ha rapidamente trasceso i confini tradizionali, portandola a sviluppare un linguaggio visivo unico, radicato nel liminale: la soglia tra gli stati, lo spazio della transizione e del potenziale. Attualmente vive e lavora a Torino, una città che sembra risuonare con la quieta intensità delle sue indagini.
Influenze Primordiali e Fondamenta Concettuali
L'opera di Fariselli non è facilmente categorizzabile all'interno di un singolo movimento artistico; piuttosto, attinge a una vasta gamma di influenze. Una fascinazione per la fenomenologia — lo studio dell'esperienza vissuta — è palpabile nelle sue installazioni. Ella sembra chiedersi non solo cosa vediamo, ma come vediamo, e come l'atto stesso della percezione alteri il soggetto percepito. Le prime esplorazioni hanno coinvolto pratiche di arte concettuale, sfidando le nozioni convenzionali di forma e materialità. Tuttavia, un cambiamento cruciale è avvenuto con l'abbraccio del corpo sia come medium che come messaggio. Non si trattava meramente di auto-rappresentazione; riguardava l'uso della forma fisica per esplorare temi di vulnerabilità, trasformazione e l'inerente instabilità dell'identità. I motivi ricorrenti nel suo lavoro — lo sguardo e l'essere visti, il corpo come paesaggio, la femminilità e l'acqua — sono emersi organicamente da questa indagine profondamente personale.
Materialità e Processo: Dal Concettualismo alla Ceramica
Sebbene le radici concettuali di Fariselli rimangano evidenti, il suo lavoro recente è particolarmente sorprendente per il suo impegno con la materialità. Si è concentrata sempre più sulla ceramica raku, una tecnica nota per il suo processo di cottura imprevedibile e per le texture e le smaltature risultanti. Questa scelta non è accidentale. Il raku permette un livello di caso e imperfezione che rispecchia la fluidità e l'impermanenza che l'artista esplora tematicamente. L'artista spesso fonde parti anatomiche del proprio corpo — un fianco, una spalla, un orecchio — creando forme frammentate che sono allo stesso tempo inquietantemente familiari e stranamente aliene. Queste non sono rappresentazioni idealizzate; sono segnate dalla ruvidità, dall'irregolarità e da un senso di assenza. Come la stessa Fariselli ha osservato, i vuoti risultanti non sono segni di mancanza, ma piuttosto "spazi alternativi" colmi di potenziale per percorsi relazionali e interpretazioni imaginative. Le smaltature metalliche — ori scintillanti, ruggini e blu iridescenti — esaltano ulteriormente questo senso di trasformazione, evocando la paziente creazione della perla da parte dell'ostrica.
Grandi Traguardi e Riconoscimenti
Il lavoro di Fariselli ha attirato una significativa attenzione negli ultimi anni, con mostre in importanti istituzioni sia in Italia che all'estero. È stata beneficiaria del prestigioso contributo alla produzione dell'Italian Council (2021-2022), che le ha permesso di realizzare YOUR STORM / OUR DEW, un progetto multi-sito che si è sviluppato in varie località tra cui l'Almanac Inn (Torino), Almanac Projects (Londra), Morpho (Anversa) e il Museo d'Arte Moderna di Bologna. Le sue mostre personali da Lucie Fontaine, Milano (2008) e nella collezione Giuseppe Iannaccone, Milano (2019) l'hanno affermata come una voce convincente nel panorama dell'arte contemporanea. La partecipazione a rassegne collettive come Breaking Water al Contemporary Arts Center di Cincinnati (2022), e le installazioni al GNAM - Galleria Nazionale d'Arte Moderna (Roma, 2021) e Palazzo Fortuny (Venezia, 2017 e 2018) hanno ulteriormente consolidato la sua reputazione. Il suo lavoro è stato inoltre presentato in un racconto di Google Arts & Culture, portando la sua visione unica a un pubblico più vasto.
Significato Storico e Eredità Artistica
Il contributo di Cleo Fariselli risiede nella sua capacità di creare arte che è allo stesso tempo profondamente personale e universalmente risonante. In un'epoca spesso dominata dallo spettacolo e dalla gratificazione istantanea, lei offre un contrappunto: uno spazio per la quieta contemplazione, l'immersione sensoriale e l'esplorazione dei paesaggi interiori. Il suo lavoro ci sfida a riconsiderare il nostro rapporto con il corpo, la percezione e gli spazi liminali che esistono tra gli stati dell'essere. Non offre risposte facili; al contrario, ci invita ad abbracciare l'ambiguità, la vulnerabilità e il potere trasformativo dell'ignoto. Le sue sculture non sono meri oggetti da osservare, ma piuttosto portali verso una comprensione più profonda di noi stessi e del mondo che ci circonda. L'eredità di Fariselli risiederà probabilmente nella sua capacità di unire il rigore concettuale con l'esperienza viscerale, creando arte che permane a lungo dopo che si è lasciato la sua presenza — una testimonianza del potere duraturo dell'esplorazione sensoriale e del potenziale evocativo del regno liminale.


