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Voce di catalogo: The argument

L'archivio completo di The argument

Nome Classe Data

John Passmore, The argument (1953), Art Gallery of New South Wales. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
John Passmore wahooart.com/it/artists/john-passmore_it/
Date dell'artista
1904 – 1984
Dipinto
1953
In corso presso
Art Gallery of New South Wales wahooart.com/it/museums/art-gallery-of-new-south-wales-sydney_it/

Nel contesto

The argument — John Passmore

Quando è stata dipinta questa opera?

  1. 1900
  2. 1910
  3. 1920
  4. 1930
  5. 1940
  6. 1950
  7. 1960
  8. 1970
  9. 1980

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 80 al momento del decesso.

Dipinto all'età di 49 anni. L'artista è vissuto fino a 80. 1 delle 4 opere datate di questo artista nel nostro catalogo sono precedenti.

Shaded: la vita di John Passmore (1904–1984) ▲ quest'opera, 1953 ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

Confronta con

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Altre opere da affiancare a questa: wahooart.com/it/art/similar/the-argument-by-john-passmore/

Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #ede3c8

    Tavolozza catalogata

    • #EDE3C8
    • #252522
    • #AF9F81
    • #6D6555

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Palette
    Neutrals La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Nome colore principale
    Putty
    Intensità
    Balanced Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Unified Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Bright Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Artista e museo

    Artista

    John Passmore

    Nato a Redfern, Australia

    La vita e il percorso artistico di John Passmore

    Nato a Redfern, in Australia, John Richard Passmore iniziò la sua vita professionale come assistente di un cartellonista dopo aver lasciato la scuola a soli tredici anni. Il suo talento lo portò a intraprendere una formazione accademica presso la Julian Ashton Art School, dove studiò fianco a fianco con Jean Bellette e Paul Haefliger. Spinto dal desiderio di approfondire i propri studi, si trasferì in Inghilterra per frequentare la Westminster School of Art sotto la guida di Bernard Meninsky e Mark Gertler. Durante il suo soggiorno in Inghilterra, che comprese il servizio come coscritto nella Royal Air Force, lavorò come grafico presso la Lintas. Fu soggiornando in un cottage nel Suffolk che realizzò composizioni paesaggistiche profondamente influenzate da Paul Cézanne.

    Al suo ritorno in Australia nel 1951, Passmore divenne un educatore di rilievo, insegnando presso la Julian Ashton School, il Newcastle Technical College e l'East Sydney Technical College. La sua filosofia pedagogica incoraggiava gli studenti a osservare i soggetti attraverso la lente di forme matematiche, sfaccettature e connessioni lineari, ponendo l'accento sul tono e sulla struttura. La sua produzione artistica si collocò in un territorio sospeso tra l' espressionismo e l'astrazione.

    Eredità e ultimi anni

    Gli ultimi anni di Passmore furono segnati da un periodo di reclusione dedicata alla pittura, a seguito di un attacco cardiaco avvenuto nei primi anni '60. Trascorse le sue ultime settimane in una casa per gli indigenti vicino al luogo in cui era nato. In un celebre e controverso capitolo riguardante la sua successione, Passmore lasciò la sua collezione di 270 dipinti a un'amica, Elinor Wrobel, mentre al figlio lasciò la somma di 70.000 sterline. Questo lascito fu oggetto di una transazione stragiudiziale, dopo la quale la Wrobel ottenne il controllo dell'intero patrimonio, portando infine all'apertura di un museo che oggi espone oltre quaranta delle sue opere.

    Il suo eredità artistica è oggi preservata in diverse importanti istituzioni, tra cui:

    Museo

    Art Gallery of New South Wales

    In mostra presso Sydney, Australia

    Origini e Storia della Galleria

    La Art Gallery of New South Wales affonda le sue radici nel 1872, quando nacque sotto il nome di New South Wales Academy of Art. Sin dai suoi esordi, l'istituzione si dedicò con passione all'organizzazione di esposizioni annuali, offrendo un palcoscenico essenziale per i talenti emergenti dell'epoca. La sua prima mostra pubblica, tenutasi nel 1874, segnò l'inizio di un percorso dedicato alla promozione delle belle arti attraverso conferenze e corsi di pittura, gettando i semi per quello che sarebbe diventato un pilastro culturale.

    Tra il 1883 e il 1958, l'istituzione visse una fase di profonda evoluzione operando con il nome di National Art Gallery of New South Wales. Questo lungo periodo fu cruciale per lo sviluppo della collezione e per la definizione del ruolo istituzionale all'interno della colonia. Solo il 1° luglio 1958, la denominazione tornò a essere quella attuale, consolidando l'identità della galleria nel panorama artistico mondiale.

    Le fondamenta stesse della galleria sono profondamente intrecciate con le terre ancestrali del popolo Gadigal. Questo riconoscimento è parte integrante dell'etica dell'istituzione, che continua a documentare con rispetto la complessa storia della formazione dell'Australia. Tra le opere che hanno arricchito la collezione fin dai suoi primi anni, spiccano capolavori come:

    Apsley Falls, 1875

    L'Edificio e la sua Architettura

    La struttura principale fu originariamente eretta nel 1856 per fungere da Royal North Shore Hospital. Progettato da John Habens, l'edificio si presenta con un'imponente facciata in stile vittoriano, un linguaggio architettonico che riflette un'epoca in cui gli ospedali erano concepiti come veri e propri simboli di orgoglio civico e progresso sociale. La maestria della pietra e delle murature rimane, ancora oggi, una parte fondamentale e tangibile della storia del sito.

    Nel 1973, l'edificio ha vissuto una profonda metamorfosi, venendo riconvertito per accogliere la funzione di galleria d'arte. Questa transizione ha permesso di preservare l'originario tessuto architettonico, adattando sapientemente lo spazio all'arte pubblica. Gli interni conservano numerosi elementi storici, tra cui maestosi archi a tutto sesto e intricate lavorazioni in pietra, dettagli che evocano la vita precedente dell'edificio e ne celebrano l'evoluzione in un luogo di vibrante impegno culturale.

    Collezioni Diverse e Patrimonio Artistico

    La collezione abbraccia un vasto spettro di tradizioni artistiche, intrecciando l'arte australiana con le influenze europee e quelle asiatiche. Una dedicata Galleria Asiatica, inaugurata nel 2003, offre uno spazio specifico per queste opere, mentre l'arte indigena australiana rappresenta un elemento fondamentale del patrimonio della galleria, integrandosi armoniosamente nel più ampio racconto culturale dell'istituzione.

    Una parte significativa della pittura australiana del XIX secolo è custodita all'interno del Lewers Bequest. Questa preziosa collezione, accumulata da Sir John Edward Lewers, include capolavori di artisti illustri come Frederick McCubbin, Tom Roberts e Russell Drysdale. Questi dipinti costituiscono una testimonianza visiva dell'evoluzione degli stili e delle tecniche che hanno caratterizzato la colonia durante quel periodo cruciale.

    On the wallaby track, 1896 - Frederick McCubbin

    Bailed up, 1927 - Tom Roberts

    The prospector, 1889 - Julian Ashton

    Mostre e Attività di Ricerca

    La Galleria mantiene un programma rigoroso di esposizioni che esplorano temi e movimenti artistici estremamente diversificati. Un ruolo di primo piano è riservato all'Archibald Prize, che viene presentato regolarmente, offrendo uno sguardo ricorrente sulla ritrattistica nazionale. Queste esposizioni si concentrano spesso su correnti specifiche, come l'evoluzione della pittura di paesaggio australiana o l'espressione dell'arte indigena australiana attraverso la narrazione tradizionale e il simbolismo culturale. Il team curatoriale si dedica con passione all'indagine della provenienza e del significato delle opere all'interno della collezione, garantendo così una precisione storica e una profondità interpretativa senza pari.

    Oltre le sale espositive, l'istituzione funge da vero e proprio centro di erudizione e di coinvolgimento comunitario. Il personale curatorale conduce ricerche costanti sulla storia e sulle origini dei capolavori custoditi, mentre per coloro che desiderano approfondire la conoscenza, il sito web della galleria offre risorse estese per ricercatori, studenti e appassionati d'arte. Questa presenza digitale sostiene lo studio accademico della collezione e getta le basi per una comprensione culturale più ampia e condivisa.

    Il dialogo con il pubblico è favorito da una varietà di programmi strutturati: la Galleria propone percorsi educativi, workshop e tour pensati per accogliere visitatori di ogni età e provenienza. Tali iniziative mirano a promuovere la consapevolezza artistica e a offrire un accesso diretto alle opere in mostra. Attraverso questi sforzi, l'istituzione si conferma un luogo d'eccellenza sia per lo studio formale che per l'osservazione pubblica e contemplativa.

    L'espansione del Sydney Modern Project

    Il grande progetto di espansione della galleria ha raggiunto il suo compimento nel 2022, dando vita a un nuovo campus museale composto da due edifici iconici. Queste strutture sono unite da un giardino d'arte pubblico situato nel cuore del territorio Gadigal, con una vista mozzafiato che si apre sul porto di Sydney. Il nuovo edificio, un capolavoro architettonico, è stato concepito dagli architetti Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa dello studio SANAA.

    Questa espansione ha garantito un incremento significativo degli spazi espositivi, introducendo una galleria priva di colonne e un'area interamente dedicata alle arti temporali. Un elemento di straordinario fascino e unicità del sito è il recupero di un ex bunker per il carburante navale risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Questo spazio di 2.200 metri quadrati, oggi conosciuto come The Tank, è stato metamorfosato in una galleria dalle dimensioni imponenti, caratterizzata da soffitti alti sette metri e maestose colonne in cemento.

    L'apertura al pubblico del nuovo edificio, avvenuta il 3 dicembre 2022, ha segnato una svolta fondamentale, creando spazi dedicati all'arte degli aborigeni e degli abitanti delle isole dello Stretto di Torres, oltre a ospitare la performance art e altre commissioni contemporanee. Il design firmato da SANAA si avvale di una serie di padiglioni interconnessi che assecondano la topografia naturale del terreno. L'architettura dialoga armoniosamente con l'ambiente circostante, grazie a un'abbondanza di facciate vetrate e ampie finestre che invitano la luce e il paesaggio all'interno.

    Per approfondire

    Tutte le informazioni su The argument by John Passmore, nella sua pagina dedicata

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per The argument

    wahooart.com/it/art/download/the-argument-by-john-passmore/

    Cita quest'opera

    MLA
    Passmore, John. The argument. 1953, Art Gallery of New South Wales. https://wahooart.com/it/art/the-argument-by-john-passmore/
    APA
    Passmore, John (1953). The argument [Painting]. Art Gallery of New South Wales. https://wahooart.com/it/art/the-argument-by-john-passmore/
    Chicago
    John Passmore. The argument. 1953. Art Gallery of New South Wales. https://wahooart.com/it/art/the-argument-by-john-passmore/
    Harvard
    Passmore, John (1953) The argument. Art Gallery of New South Wales. Available at: https://wahooart.com/it/art/the-argument-by-john-passmore/

    Un dettaglio ravvicinato

    The argument — John Passmore

    Osserva da vicino

    Rispondi con parole tue. Non esistono risposte errate — solo risposte che puoi spiegare.

    1. Cosa ti colpisce per primo, e perché?
    2. Quali colori o forme creano l'atmosfera — e di che atmosfera si tratta?
    3. Rivedi Punto arancione (1953), citato in precedenza in questa guida. Individua due elementi che condivide con quest'opera e uno che la differenzia.
    4. John Passmore aveva circa 49 anni quando quest'opera è stata realizzata. Quali elementi ne rivelano la mano di un artista in quella fase della sua carriera?
    5. Cosa potrebbe aver voluto trasmetterti l'artista?

    La tua risposta

    Scrivi un breve paragrafo su quest'opera, utilizzando le informazioni contenute nelle sezioni precedenti di questa guida e le risposte fornite in precedenza.

    Domande e risposte

    Da dove provengono i visitatori di "The argument" di John Passmore?

    La pagina Statistiche di "The argument" di John Passmore presenta le statistiche delle visite pubbliche: il numero di visite mensili di quest'opera, un confronto con le opere dell'artista più visualizzate e la provenienza dei visitatori.

    "The argument" presenta forti contrasti chiaroscurali?

    Il livello di contrasto di "The argument" di John Passmore è Statement.

    In che modo contrasto e armonia si combinano in "The argument"?

    In "The argument", un Statement contrasto si sposa con una Unified Palette armonia.