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Guida alle opere degli studenti

Glarnealpen

Nome Classe Data

Raffaele De Grada, Glarnealpen, Fondazione Cariplo. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Raffaele De Grada wahooart.com/it/artists/raffaele-de-grada_it/
Date dell'artista
1885 – 1957
Dimensioni originali
5 x 110 cm
Sede della mostra
Fondazione Cariplo wahooart.com/it/museums/fondazione-cariplo-milan_it/

Nel contesto

Glarnealpen — Raffaele De Grada

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 5 × 110 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Data presunta di realizzazione

  1. 1880
  2. 1890
  3. 1900
  4. 1910
  5. 1920
  6. 1930
  7. 1940
  8. 1950

Shaded: la vita di Raffaele De Grada (1885–1957)

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Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Gray #7b6e7b

    Tavolozza salvata

    • #7B6E7B
    • #282422
    • #C7C2CA
    • #4A465F
    Colore principale
    Gray
    Intensità
    Monochromatic La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Bold Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
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    Balanced Harmony L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
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    Deep_shadow Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
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    Subtle Color Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Glarnealpen — Raffaele De Grada

    According to the inscription by the artist’s wife on the back of the canvas, the painting was executed in 1913. It depicts the imposing Glarus Alps on a sunny day. Ten years earlier the De Grada family had moved to north-east Switzerland near Zurich. The young De Grada had attended the Academies of Dresden and Karlsruhe and come into contact with the Secessionist and Symbolist movements, and the work of Ferdinand Jodler in particular. Thanks to these models he had developed a spare descriptive style, using thick brushstrokes and very bright colours. This work can be identified as Glarnealpen, a canvas exhibited in November 1913 in the artist’s first solo show mounted by the Galerie Neupert in Zurich and it is a fine example of those “snow” works which, as his wife Magda recalls, were particularly admired by Swiss collectors. As is evident also from the other works in the Collection ― Pond (1949), Snow or Snowfall (1950) and Landscape (1953) ― Raffaele De Grada represents a link between three different artistic realities: the 19th-century tradition and the 20th-century Mitteleuropean culture and that of central Italy. When the artist returned to Italy after World War I he lived first in Florence, where he met Ardengo Soffici and Ottone Rosai, and later moved to Milan. Mario Sironi and Achille Funi introduced him to the artistic circle of Margherita Sarfatti and the Novecento Italiano. Though he participated in the group’s exhibitions he did not wholly embrace its poetics and felt closer to Arturo Tosi and Aldo Carpi, with whom he shared a love of nature and an affinity with Lombard Naturalism.

    Artista e museo

    Artista

    Raffaele De Grada

    Nato a Milano, Italia

    Raffaele De Grada: Un Visionario Toscano tra Secessione Svizzera e Tradizione Italiana

    Raffaele De Grada (1885-1957) emerge dalla vivace scena artistica di Milano, Italia, come un pittore profondamente influenzato sia dal modernismo fervente della Svizzera che dalle ricche tradizioni del suo paese. Il suo percorso, segnato da una formazione precoce in Argentina e a Zurigo, si conclude con uno stile distintivo caratterizzato da palette cromatiche audaci, effetti di luce drammatici e rappresentazioni evocative della campagna toscana – un soggetto che diventerà sinonimo del suo nome. La carriera di De Grada abbraccia diverse decadi, testimoniando i significativi cambiamenti nel mondo dell’arte e consolidando il suo posto come figura chiave nella scena artistica italiana dei primi del Novecento.

    Primi Anni e Fondamenti Artistici

    Nato a Milano nel 1885, il percorso artistico di Raffaele De Grada inizia con un inizio insolito. Suo padre, abile decoratore, fornì una prima istruzione in Argentina prima che la famiglia si trasferisse a Zurigo nel 1899. Questa precoce esposizione a diverse pratiche artistiche – dalla decorazione all’influenza nascente del modernismo europeo – pose le basi per il suo sviluppo futuro. Successivamente, frequentò gli accademie di Dresda e Karlsruhe tra il 1902 e il 1905, immergendosi in tecniche classiche pur assorbendo allo stesso tempo le innovazioni stilistiche dell’epoca. Questi anni formativi instillarono una rigorosa disciplina artistica bilanciata da un’apertura all’esperimento, una combinazione cruciale che avrebbe definito la sua opera successiva. Il movimento della Secessione Svizzera, con la sua enfasi sull'individualismo, gli elementi decorativi e il rifiuto dei vincoli accademici, esercitò un’influenza particolarmente forte in questo periodo, plasmando il suo approccio alla composizione e al colore.

    L’Influenza della Secessione Svizzera e Primi Successi

    Il percorso artistico di De Grada prese forma veramente dopo il trasferimento a Svizzera e il suo coinvolgimento nel movimento della Secessione Svizzera. Questo influente gruppo promuoveva una nuova estetica, dando priorità all’espressione emotiva e al design innovativo rispetto agli standard accademici tradizionali. De Grada abbracciò questo spirito, incorporando scelte cromatiche audaci e composizioni dinamiche nei suoi paesaggi. Le sue opere iniziali ottennero un notevole riconoscimento per il loro impatto visivo sorprendente, in particolare nelle rappresentazioni delle Alpi – esemplificate da “Glarnealpen”, un’opera che mette in mostra la sua maestria nell’uso della luce e dell’ombra per catturare la grandezza del territorio montuoso. Questo periodo stabilì la sua posizione come stella nascente nella comunità artistica svizzera, dimostrando la sua capacità di sintetizzare la formazione classica con le sensibilità moderne.

    Campagna Toscana e Novecento Italiano

    Dopo la Prima Guerra Mondiale, De Grada si trasferì a San Gimignano in Toscana, una regione che divenne il fulcro principale del suo output artistico per decenni. Le colline ondulate, i cipressi e i villaggi baciati dal sole fornirono una fonte infinita di ispirazione. Dipinse con cura l’essenza della campagna toscana – la sua luce drammatica, le tonalità terrose e la bellezza senza tempo – creando dipinti che sono allo stesso tempo profondamente personali e universalmente attraenti. Il lavoro di De Grada si allineò perfettamente con il movimento Novecento Italiano, un gruppo di artisti che cercavano di riprendere le tradizioni artistiche italiane pur abbracciando le tecniche moderne. Partecipò alle loro due mostre a Milano nel 1926 e 1929, consolidando la sua posizione in questo circolo influente. Le sue opere di questo periodo sono caratterizzate da un senso di serenità e nostalgia, riflettendo una profonda connessione con la terra e la sua storia.

    Eredità e Significato Artistico

    L’eredità di Raffaele De Grada si estende oltre le sue opere individuali; rappresenta un momento cruciale nella pittura paesaggistica italiana. Ha sapientemente combinato la formazione rigorosa dei suoi primi anni con la libertà espressiva promossa dalla Secessione Svizzera, dando vita a una lingua visiva unica che ha risuonato profondamente con gli spettatori. I suoi dipinti non sono semplici rappresentazioni di paesaggio ma sono impregnati di emozione e atmosfera – catturando lo spirito della Toscana e offrendo uno sguardo nell’anima dell’artista. La sua associazione con la Silvano Lodi collection e il suo ruolo come insegnante alla Monza School of Art hanno ulteriormente consolidato la sua importanza nella comunità artistica italiana. Il lavoro di De Grada continua ad essere esposto e apprezzato per la sua bellezza, abilità tecnica ed effetto evocativo, assicurando che questo visionario toscano rimanga una figura significativa nella storia dell’arte del XX secolo.

    Opere Notabili

    Glarnealpen: Un esempio emblematico della maestria di De Grada nell'uso della luce e dell'ombra, catturando la grandezza delle Alpi Svizzere. (Disponibile su WahooArt)

    San Gimignano: Una rappresentazione vibrante della iconica città toscana, che mette in mostra la capacità di De Grada di esprimere sia il dettaglio architettonico che l’atmosfera.

    Vari Paesaggi Toscani: Numerosi dipinti che raffigurano le colline ondulate, i vigneti e i villaggi della Toscana, ognuno impregnato di un senso di bellezza senza tempo. (Esplora altri su WahooArt)

    Risorse Utili

    Wikipedia: https://en.wikipedia.org/wiki/Raffaele_De_Grada

    Invaluable.com: https://www.invaluable.com/artist/degrada-raffaele-vrnh4jaboz/

    Wikimedia Commons: https://commons.wikimedia.org/wiki/Category:Raffaele_De_Grada_(painter)

    Museo

    Fondazione Cariplo

    In mostra presso Milano, Italia

    Un’eredità incisa nella pietra e sulla tela: alla scoperta della Fondazione Cariplo

    Milano è una città dove gli echi della grandezza rinascimentale si armonizzano con il battito dell'innovazione moderna, e proprio nel cuore di questo vibrante panorama culturale risiede la Fondazione Cariplo. Più che un semplice deposito di capolello italiani, questa istituzione funge da testimonianza vivente della profonda evoluzione artistica della nazione. Nata nel 1923 dallo spirito filantropico della Cassa di Risparmio delle Province Lombarde, la fondazione ha iniziato con un impegno umile ma nobile nel coltivare il talento locale. Nel corso dei decenni, attraverso acquisizioni astute e generose eredità, si è trasformata in un straordinario tesoro. Oggi, la sua collezione comprende 767 dipinti, sculture e manufatti che abbracciano un'incredibile ampiezza della creatività umana, dalle vestigia segnate dal tempo dell'Impero Romano nel I secolo d.C. alle correnti esplosive ed espressive del XX secolo.

    La storia della Fondazione Cariplo è una storia di crescita continua e organica, che ha assorbito collezioni significative da istituzioni come l'Istituto Bancario Italiano e ha beneficiato dei profondi lasciti di figure come Manara Grolle e Marcenaro. Ogni aggiunta ha arricchito la sua profondità narrativa, creando un arazzo che intreccia diverse epoche e movimenti artistici. Questa dedizione alla conservazione ha raggiunto una pietra miliare fondamentale nel 2011 con il progetto “Share Your Knowledge”, un'iniziativa che ha democratizzato l'accesso a queste ricchezze culturali rendendole disponibili online sotto licenze aperte. Per l'appassionato d'arte moderno o il collezionista globale, questo ponte digitale permette un coinvolgimento intimo con l'eredità italiana da qualsiasi parte del mondo, assicurando che la bellezza custodita tra le mura milanesi risuoni ben oltre i suoi confini geografici.

    L'anima della Lombardia e lo splendore di Piazza Scala

    Sebbene la collezione comprenda la vasta narrazione della storia dell'arte italiana, la Fondazione Cariplo si distingue per una profonda e appassionata dedizione all'arte lombarda. Questo focus regionale non agisce come un limite, ma come un invito a esplorare il carattere unico e le correnti culturali che hanno plasmato questo angolo d'Italia, in particolare durante il trasformativo XIX secolo. All'interno delle sue gallerie, si trova una scena vibrante, ricca di artisti locali che rispondono ai mutamenti sociali, alle correnti politiche e alle sensibilità estetiche del loro tempo. È qui, tra tele che ritraggono la frenetica vita cittadina e paesaggi sereni ed evocativi, che il vero spirito della Lombardia si rivela. Eppure, questa intimità regionale non oscura mai la più ampia narrazione italiana; i capolavori del Rinascimento dialogano elegantemente con le opulente opere barocche, offrendo un viaggio completo attraverso l'essenza stessa dello stile italiano.

    Un pilastro di questa presenza pubblica sono le Gallerie di Piazza Scala, un museo interamente dedicato all'arte del XIX secolo che funge da gioiello nella corona della fondazione. Ospitata in uno splendido ex palazzo, questa galleria crea un dialogo coinvolgente tra diverse visioni artistiche, mettendo in mostra quasi duecento opere d'arte tratte sia dalle collezioni Cariplo che da quelle di Intesa San Paolo. Attraversandone le porte, i visitatori vengono trasportati in un'epoca definita dall'ambizione e dalla sperimentazione. Si può restare incantati davanti alla squisita perfezione neoclassica dei bassorilievi scolpiti di Antonio Canova, per poi essere travolti pochi istanti dopo dall'energia dinamica e frammentata delle composizioni futuriste di Umberto Boccioni. L'architettura stessa — caratterizzata da soffitti alti ed eleganti pavimenti in marmo — contribuisce a un'esperienza immersiva, rendendo lo spazio meno simile a un museo e più simile a un portale verso il clima intellettuale dell'Italia del XIX secolo.

    Un faro di accessibilità e connessione culturale

    In un'epoca in cui l'arte viene sempre più esperita attraverso lenti digitali, la Fondazione Cariplo ha abbracciato il futuro senza sacrificare la sua anima storica. Riconoscendo che l'esperienza della bellezza non dovrebbe essere limitata dalla geografia, la fondazione offre un tour virtuale immersivo attraverso Artgate. Questo portale digitale dà vita alla collezione, permettendo agli amanti dell'arte e ai designer d'interni di esplorare le gallerie al proprio ritmo, ingrandire le intricate pennellate di un paesaggio e scoprire le storie nascoste dietro ogni reperto. Attraverso immagini ad alta risoluzione e mappe interattive, l'istituzione fornisce un accesso senza precedenti ai suoi tesori, promuovendo una comunità globale di apprezzamento.

    Al di là dell'ambito digitale, la fondazione rimane un faro culturale vitale attraverso i suoi programmi educativi e workshop che si rivolgono a pubblico di ogni età. Ispirando la creatività e promuovendo una comprensione più profonda della storia dell'arte, la Fondazione Cariplo realizza la sua missione più ampia: non solo preservare il passato, ma condividerlo come una forza viva e pulsante. Per il collezionista in cerca di ispirazione o il designer che ricerca il peso storico della tradizione italiana, questa istituzione offre molto più di semplici oggetti; offre una connessione con l'eredità duratura della creatività umana, dove ogni pennellata racconta una storia di innovazione, tradizione e l'eterna ricerca della bellezza.

    Dove approfondire

    Scoprilo online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Glarnealpen

    wahooart.com/it/art/download/raffaele-de-grada-glarnealpen-D4NHWW-en/

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    Grada, Raffaele De. Glarnealpen. n.d., Fondazione Cariplo. https://wahooart.com/it/art/raffaele-de-grada-glarnealpen-D4NHWW-en/
    APA
    Grada, Raffaele De (n.d.). Glarnealpen [Painting]. Fondazione Cariplo. https://wahooart.com/it/art/raffaele-de-grada-glarnealpen-D4NHWW-en/
    Chicago
    Raffaele De Grada. Glarnealpen. n.d. Fondazione Cariplo. https://wahooart.com/it/art/raffaele-de-grada-glarnealpen-D4NHWW-en/
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    Grada, Raffaele De (n.d.) Glarnealpen. Fondazione Cariplo. Available at: https://wahooart.com/it/art/raffaele-de-grada-glarnealpen-D4NHWW-en/

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    Glarnealpen — Raffaele De Grada

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