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Guida alle opere degli studenti

Bird 2

Nome Classe Data

Osvaldo Licini, Bird 2, Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti. Osserva questa tela sotto una luce in movimento: il disegno, il colore autentico sotto la vernice, la purezza del pigmento

Scheda tecnica

Artista
Osvaldo Licini wahooart.com/it/artists/osvaldo-licini_it/
Date dell'artista
1894 – 1958
Dimensioni originali
94 x 74 cm
In corso presso
Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino wahooart.com/it/museums/galleria-civica-di-arte-moderna-e-contemporanea-torino-torino_it/

Nel contesto

Bird 2 — Osvaldo Licini

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 94 × 74 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media.

Quando potrebbe essere stata dipinta?

  1. 1890
  2. 1900
  3. 1910
  4. 1920
  5. 1930
  6. 1940
  7. 1950

Riga superiore: gli anni. Riga inferiore: l'età dell'artista all'inizio e alla fine di ogni periodo — 0 alla nascita, 64 al momento del decesso.

Shaded: la vita di Osvaldo Licini (1894–1958) ogni dipinto datato, decennio dopo decennio

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Confronta con

  • Marine wahooart.com/it/art/osvaldo-licini-marine-D4D7LS-en/

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Colori

Misurato dall'immagine

    Colore principale

    Putty #d0cfc9

    Tavolozza catalogata

    • #D0CFC9
    • #191A18
    • #876C62
    • #30322D

    Questi colori all'interno dell'intera tavolozza dell'artista Scopri altri dipinti per colore

    Nome colore principale
    Putty
    Intensità
    Monochromatic Il grado di saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Statement Il grado di variazione di luminosità e saturazione dei colori nell'intera opera.
    Armonia
    Softly Mixed Palette L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Balanced Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Bird 2 — Osvaldo Licini

    Dopo la stagione da lui stesso definita dubitativamente “realista?” (O. Licini a G. Scheiwiller, 1929), che attraversa interamente gli anni Venti, con lo schiudersi del nuovo decennio, Licini si volge all’astrazione. Sul finire del 1931, di passaggio a Parigi, entra in contatto con le diverse tendenze non figurative che proprio allora si andavano raccogliendo, nella capitale francese, attorno a Cerle et Carré – il gruppo fondato da Michel Seuphor e Torres Garcia, nella cui rivista uscita in tre numeri nel corso del 1931 sono pubblicati, fra gli altri, interventi e opere di Mondrian, Vantogerloo, Arp, Russolo, Prampolini e Schwitters. Tuttavia, è probabilmente a partire da un momento precedente che nella ricerca di Licini il rapporto con il referente naturale si era andato prosciugando, per dissolversi in una sintassi totalmente astratta, che si differenzia tanto dalle esperienze geometriche francesi quanto da quelle degli artisti italiani gravitanti attorno alla Galleria del Milione di Milano, con cui Licini entrerà in contatto nel corso del 1935. Come scrive Fabrizio D’Amico, Licini “rovescia le quiete composizioni dei compagni, le loro algide sintassi di spazi scanditi, in bilichi periclitanti, in assetti quasi scherzosi, in ritmi allusivi, ammiccanti, frananti”. L’astrazione è infatti per Licini “l’arte dei colori e delle forme libere, liberamente concepite, ed è anche un atto di volontà e di creazione, ed è, contrariamente a quello che è l’architettura, un’arte irrazionale, con predominio di fantasia e immaginazione, cioè poesia”, com’egli stesso rivela nell’autopresentazione della mostra personale tenuta al Milione nel 1935.

    Artista e museo

    Artista

    Osvaldo Licini

    Nato a Monte Vidon Corrado, Italia

    Le Origini e le Fondamenta Artistiche

    Osvaldo Licini, nato il 22 marzo 1894 nel piccolo borgo italiano di Monte Vidon Corrado, nelle Marche, intraprese un viaggio artistico che lo avrebbe reso una figura cardine nello sviluppo dell'arte astratta. La sua infanzia fu segnata da una certa inconsuetudine; poco dopo la sua nascita, i genitori si trasferirono a Parigi in cerca di nuove opportunità lavorative, lasciando il giovane Osvaldo sotto la cura del nonno paterno, Filippo, proprio a Monte Vidon Corrado. Questa separazione instillò in lui un profondo senso di indipendenza e forse contribuì a quella natura introspettiva che avrebbe successivamente informato la sua visione artistica. Mentre i genitori si stabilivano a Parigi—il padre come progettista di manifesti commerciali e la madre alla guida di una casa di moda—Osvaldo riceveva una formazione artistica tradizionale, iniziando i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1908. Fu proprio in questa sede che strinse un'amicizia significativa con Giorgio Morandi, un compagno di studi che sarebbe diventato un compagno di vita e un'influenza costante.

    Le prime esplorazioni artistiche di Licini affondavano le radici nella rappresentazione figurativa, ma già durante gli anni accademici iniziò a emergere un sottile interrogativo sulla forma e sullo spazio. Proseguì i suoi studi all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dove incontrò il nascente movimento Futurista. Sebbene affascinato dal loro dinamismo e dal rifiuto dell'estetica tradizionale, Licini non abbracciò mai pienamente i dogmi del Futurismo, mantenendo una distanza critica che gli permise di tracciare un proprio percorso unico.

    Il Cammino verso l'Astrazione

    Gli anni '20 segnarono un periodo di transizione per Licini. Si avvicinò con crescente interesse al movimento del "Ritorno all'Ordine" e al Novecento Italiano, partecipando a mostre organizzate da Margherita Sarfatti, figura di spicco nella promozione dell'arte italiana durante l'era fascista. Tuttavia, la sua partecipazione fu sempre temperata dal desiderio di semplificare i volumi ed esplorare la bidimensionalità, senza aderire totalmente al rigido classicismo favorito dal gruppo. In questo periodo espose nature morte e paesaggi che accennavano a un'astrazione sottostante, segnando un allontanamento dalla rappresentazione pura verso un approccio più concettuale.

    Un momento cruciale arrivò nel 1935 con il trasferimento di Licini nuovamente a Parigi. Fu qui che entrò in contatto con i gruppi Circle et Carré e Abstraction-Création, collettivi di artisti dedicati all'astrazione pura. L'incontro con figure come Vasily Kandinsky, Alberto Magnelli e František Kupka influenzò profondamente il suo sviluppo artistico. Si immerse nella ricerca astratta, alimentato da una crescente curiosità intellettuale e dal desiderio di esprimere realtà interiori attraverso forme non rappresentative. Lo stesso anno lo vide partecipare alla prima Esposizione di Arte Astratta Italiana a Torino, consolidando la sua posizione all'interno della fiorente scena dell'arte astratta.

    Stile Maturo e Linguaggio Simbolico

    Verso la fine degli anni '30, Licini aveva pienamente abbracciato l'astrazione, sviluppando uno stile distintivo caratterizzato da forme biomorfiche, figure fluttuanti e un uso sottile ma potente del colore. I suoi dipinti non sono del tutto privi di riferimenti; evocano spesso strutture organiche, figure simboliche e paesaggi onirici. Egli cercò di creare un linguaggio visivo che trascendesse il letterale, attingendo a emozioni universali e regni subconsci.

    Le sue composizioni presentano frequentemente arrangiamenti equilibrati di forme—spesso descritti come "equilibristici"—suggerendo un delicato intreccio tra forze opposte. Sebbene astratti, i suoi lavori sono intrisi di una risonanza poetica, accennando a narrazioni e stati emotivi senza esplicitarli. L'influenza del Surrealismo è altrettanto percepibile nella sua arte, in particolare nella giustapposizione di forme inaspettate e nell'esplorazione di temi psicologici.

    Gli Ultimi Anni e l'Eredità

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Licini tornò a Monte Vidon Corrado, dove entrò inaspettatamente nella vita pubblica venendo eletto Sindaco nel 1946. Continuò a dipingere con grande prolificità durante gli anni della maturità, affinando il suo linguaggio astratto e esplorando nuove possibilità compositive. La sua opera ottenne un riconoscimento crescente sia a livello nazionale che internazionale.

    Osvaldo Licini scomparve l'11 ottobre 1958, lasciando dietro di sé una produzione significativa che continua a affascinare e ispirare. Nel 1986, il comune di Monte Vidon Corrado istituì il Centro Studi Osvaldo Licini, testimonianza della sua eredità duratura e del suo impegno verso la visione artistica. Il contributo di Licini risiede nella sua capacità di fondere l'astrazione con una sottile profondità simbolica, creando dipinti che sono al contempo visivamente coinvolgenti ed emotivamente profondi. Egli rimane una figura chiave dell'astrazione italiana, capace di colmare il divario tra la tradizione figurativa e la sperimentazione radicale dell'avanguardia.

    <Influenze Chiave: Giorgio Morandi, movimento Futurista, Circle et Carré, gruppo Abstraction-Création, Surrealismo

    Temi Principali: Astrazione, figure simboliche, forme organiche, risonanza emotiva, equilibrio e stabilità.

    <Traguardi Rilevanti: Partecipazione a importanti esposizioni d'arte italiana (Novecento Italiano, Quadriennale), sviluppo di uno stile astratto distintivo, elezione a Sindaco di Monte Vidon Corrado, fondazione del Centro Studi Osvaldo Licini.

    Museo

    Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino

    In mostra presso Torino, Italia

    Un Faro della Modernità Italiana: L'Anima del Cuore Artistico di Torino

    Nel cuore di Torino, una città dove la storia regale incontra un'energia contemporanea in pieno fermento, sorge la Galleria Civica d'Arte Moderna e Contemporanea (GAM). Questo luogo non è un semplice deposito di tele e sculture; è un dialogo vivo tra gli echi del passato e il vibrante battito del presente. Fondata nel 1949, sebbene le sue radici ancestrali risalgano alla fine del XIX secolo, la GAM vanta l'onore di essere il più antico museo d'Italia dedicato esclusivamente all'evoluzione dell'espressione artistica dagli anni Ottocento all'era moderna. Attraversare le sue porte significa intraprendere un viaggio immersivo nel panorama culturale dell'Italia e oltre, dove ogni sala invita a un momento di profonda contemplazione e scoperta.

    L'architettura stessa del museo funge da metafora visiva della trasformazione della Torino stessa. Originariamente costruito per l'Esposizione Universale del 1863, l'edificio è stato sapientemente adattato nel corso dei decenni per ospitare una collezione in continua espansione. La struttura attuale, un capolavoro progettato dal leggendario architetto Ernesto Nervi, mette in mostra le sue audaci innovazioni strutturali. La sua imponente intelaiatura in cemento offre un contrasto moderno e sorprendente con le ornate facciate barocche che la circondano in città, incarnando la tensione tra tradizione e progresso. Questa brillantezza architettonica prepara il palcoscenico per una collezione che mira tanto a infrangere i confini quanto a onorare l'eredità storica.

    Dal Dinamismo Futurista alla Poetica della Materialità

    L'essenza della collezione della GAM è indissolubilmente legata all'energia esplosiva del Futurismo, un movimento che ha ridefinito l'estetica italiana all'alba del XX secolo. Tra queste mura, le opere di Giacomo Balla e Umltre Umberto Boccioni prendono vita, con tele infiammate da forme frammentate e colori cinetici che catturano la velocità frenetica e il fervore industriale di una nuova epoca. Questi dipinti fanno molto di più che decorare uno spazio; essi esigono attenzione, riflettendo la profonda fiducia dell'epoca nel progresso tecnologico e il rifiuto delle stagnanti convenzioni artistiche. Per il collezionista o l'appassionato d'arte, queste opere offrono una finestra sulle ansie culturali e sui trionfi di una nazione che abbraccia la modernità.

    Eppure, la narrazione del museo non riguarda solo il movimento e la macchina. Essa offre un bellissimo contrappunto attraverso i suoi significativi possedimenti legati all'Arte Povera. Qui, artisti come Michelangelo Antonioni e Piero Gilardi utilizzano materiali umili ed elementari—legno, pietra e tessuto—per esplorare profonde indagini filosofiche sull'esistenza umana e sul nostro rapporto con il mondo naturale. Questa giustapposizione tra l'energia ad alta tensione del Futurismo e la quieta, tattile intimità dell'Arte Povera crea una tensione unica che rende la GAM una destinazione senza pari per coloro che cercano di comprendere l'intero spettro del pensiero moderno.

    Un Dialogo Globale: Capolavori Internazionali e Eredità Vive

    Pur essendo profondamente radicata nell'esperienza italiana, la GAM Torino possiede una visione che trascende i confini nazionali, arricchendo le sue sale con capolavoro provenienti da tutta Europa e dall'America. La curatela del museo intreccia abilmente le influenze internazionali nella narrazione locale, creando un arazzo globale della storia dell'arte. I visitatori possono trovarsi catturati dagli incalzanti ed eleganti ritratti di Amedeo Modigliani, che evocano la malinconica bellezza della Belle Époque, o incontrare l'iconica e audace immaginologia di Andy Warhol, che cementa il ruolo storico di Torino come centro vitale per la cultura Pop Art. Questa intersezione tra arte locale e globale alimenta una discussione universale su identità, bellezza e commento sociale.

    Oggi, la GAM continua a prosperare come istituzione culturale dinamica, ospitando mostre stimolanti che colmano il divario tra rilevanza storica e tendenze contemporanee. Per i designer d'interni e gli amanti della bella arte, il museo funge da fonte inesauribile di ispirazione, offrendo uno sguardo profondo su come l'arte plasmi la nostra percezione dello spazio e del tempo. Attraverso il suo impegno verso l'accessibilità—inclusi i completi tour virtuali che portano questi tesori a un pubblico mondiale—la GAM assicura che la sua collezione di 47.000 opere rimanga un'eredità viva, continuando a ispirare la creatività e il pensiero critico nel cuore di chiunque la incontri.

    Per approfondire

    Disponibile online

    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Bird 2

    wahooart.com/it/art/download/osvaldo-licini-bird-2-D4D77J-en/

    Cita quest'opera

    MLA
    Licini, Osvaldo. Bird 2. n.d., Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino. https://wahooart.com/it/art/osvaldo-licini-bird-2-D4D77J-en/
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    Licini, Osvaldo (n.d.). Bird 2 [Painting]. Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino. https://wahooart.com/it/art/osvaldo-licini-bird-2-D4D77J-en/
    Chicago
    Osvaldo Licini. Bird 2. n.d. Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino. https://wahooart.com/it/art/osvaldo-licini-bird-2-D4D77J-en/
    Harvard
    Licini, Osvaldo (n.d.) Bird 2. Galleria Civica di Arte Moderna e Contemporanea Torino. Available at: https://wahooart.com/it/art/osvaldo-licini-bird-2-D4D77J-en/

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    Bird 2 — Osvaldo Licini

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    Domande e risposte

    Quanta luce sembrano riflettere i colori di "Bird 2"?

    I colori di "Bird 2" presentano una luminanza Gentle Luminance.

    I colori di "Bird 2" di Osvaldo Licini sono vivaci o tenui?

    La saturazione del colore di "Bird 2" è Muted e la sua intensità è Monochromatic.

    Che livello di saturazione hanno i colori di "Bird 2" di Osvaldo Licini?

    "Bird 2" di Osvaldo Licini presenta una saturazione Muted.