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Guida alle opere degli studenti

Recolecta Recolecta

Nome Classe Data

Liliana Maresca, Recolecta Recolecta (2016), 15° Biennale di Istanbul. Riproduzione a scopo illustrativo; tutti i diritti sono riservati dal titolare dei diritti.

Dettagli dell'opera

Artista
Liliana Maresca wahooart.com/it/artists/liliana-maresca_it/
Date dell'artista
1951 – 1994
Pittura
2016
Dimensioni originali
233 x 347 cm
Sede della mostra
15° Biennale di Istanbul wahooart.com/it/museums/15th-istanbul-biennial-istanbul_it/

Nel contesto

Recolecta Recolecta — Liliana Maresca

Quali sono le dimensioni?

Le dimensioni originali sono 233 × 347 cm (altezza × larghezza), qui rappresentate accanto a un adulto di statura media. È troppo grande per essere rappresentata in scala su questa pagina.

Data di realizzazione

  1. 1950
  2. 1960
  3. 1970
  4. 1980
  5. 1990
  6. 2000
  7. 2010

Shaded: la vita di Liliana Maresca (1951–1994) ▲ quest'opera, 2016

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Palette colori

Rilevato dall'immagine

    Colore principale

    Gray #9a8d80

    Tavolozza salvata

    • #9A8D80
    • #494136
    • #CECBC3
    • #6D6458
    Palette
    Earthy La gamma cromatica dominante nell'immagine.
    Colore principale
    Gray
    Intensità
    Monochromatic La saturazione e la varietà dei colori, da una singola tonalità tenue a molteplici sfumature vivaci.
    Contrasto
    Bold Quanto i colori differiscano in luminosità e saturazione nell'intera opera.
    Armonia
    Strong Color Unity L'armonia cromatica, dall'accostamento contrastante all'unione completa.
    Luminosità
    Balanced Il grado di luminosità o di oscurità complessiva dell'immagine, dalle ombre profonde ai punti di massima luce.
    Saturazione
    Muted Quanto siano puri e intensi i colori, dal quasi grigio al pienamente vivido.

    Informazioni sull'opera

    Recolecta Recolecta — Liliana Maresca

    For the installation Recolecta (1990), Maresca exhibited a real cart rented from a ‘cartonero’ (or cart-pusher), a second, similar cart painted white with a spraygun, and two small carts made of brass and silver mounted on pedestals. The figure of the cartonero was prevalent in the early 1990s in Argentina and during the major economic crisis of 2001. After the neoliberal policies of the new government plunged many into poverty, wheelbarrows became a common sight, used by individuals to collect paper garbage in exchange for a small refund. For Maresca, the triad of carts can be thought of as three stages: the real; formal representation (the white cart); and as an ironic national symbol during a neoliberal age. The objects’ transmutation into metal recalls alchemy and transformation (interests of Maresca’s after her HIV diagnosis). Grounded in, but transcending, immediate politics and personal crisis, Maresca’s work speaks quietly and authoritatively of loss, care, transition, and the fragility of livelihoods.

    Artista e museo

    Artista

    Liliana Maresca

    Nato a Avellaneda, Argentina

    Liliana Maresca: Una Voce della Generazione Post-Dittatoriale

    Liliana Maresca (1951 – 1994) rimane una figura profondamente enigmatica e vitale nell’arte argentina, in particolare per la sua toccante esplorazione degli anni tumultuosi che seguono la fine della dittatura militare. Nata ad Avellaneda, Buenos Aires, emerge dalla vivace scena bohémien della democrazia precoce con una visione artistica incrollabile che fonde scultura, pittura, performance e installazioni in opere evocatrici di potenza. La carriera di Maresca, tragicamente interrotta dall’AIDS all’età di 43 anni, ha comunque lasciato un'eredità di sfiducia alle convenzioni, di affrontare questioni sociali e di offrire una prospettiva profondamente intima sulla transizione argentina.

    Gli inizi artistici di Maresca comprendevano diverse discipline – ceramica, disegno e scultura – riflettendo il suo desiderio di impegnarsi con materiali e tecniche diversi. Studiò all’Escuela Nacional de Cerámica a Città del Messico, assorbendo influenze da maestri come Renato Benedetti, Miguel Angel Bengochea ed Emilio Renart. Questa base informò la sua pratica successiva, caratterizzata da una volontà di utilizzare media non convenzionali – oggetti abbandonati, rifiuti stradali, persino il proprio corpo – per creare opere che sfidavano i confini tradizionali dell’arte. La sua carriera iniziale fu segnata da uno spirito ribelle, esemplificato da mostre come “Lavarte” in una lavanderia a gettoni, una rottura deliberata degli spazi artistici stabiliti e delle norme.

    Gli Echi del Trauma e della Trasformazione

    L’opera di Maresca è indissolubilmente legata alle conseguenze dell’orribile dittatura militare argentina (1976-1983). Il periodo successivo alla sua caduta fu caratterizzato da un profondo sconvolgimento sociale e politico, segnato da instabilità economica, diffusa povertà e una persistente sensazione di trauma. Maresca rispose a questo contesto con un’urgente necessità di affrontare le ferite della nazione, non attraverso dichiarazioni politiche dirette, ma attraverso esplorazioni personali e simboliche. Le sue installazioni frequenti si riferivano ai resti abbandonati della vita quotidiana – carrelli della spesa, ombrelli, mobili abbandonati – trasformando questi simboli di marginalizzazione in potenti metafore di ingiustizia sociale ed esistenza fragile.

    L’installazione del 1985 “Una bufanda para la ciudad de Buenos Aires” (Una sciarpa per la città di Buenos Aires) è un esempio particolarmente significativo. Costruita da migliaia di stracci raccolti nelle strade, la sciarpa enorme divenne una rappresentazione visiva della sofferenza e della resilienza collettive. Allo stesso modo, “Recolecta” (Raccolta), presentata nel 1990, utilizzava carrelli della spesa abbandonati per criticare le difficoltà della popolazione senzatetto, trasformando questi simboli del consumismo in emblemi di vulnerabilità sociale. Queste opere non erano didascaliche; piuttosto, invitavano gli spettatori ad affrontare verità scomode attraverso un’esperienza emotivamente risonante.

    Performance, Fotografia e il Corpo

    Oltre alle sue installazioni scultoree, Maresca fu anche una prolifica performer e fotografa. La sua fotografia del 1984 “Maresca se entrega a todo destino” (Maresca si consegna a tutto), che la ritrae nuda dietro una maschera bianca, è un’opera complessa e stratificata che è stata interpretata come un commento sull’identità, sulla razza, sul genere e sull’influenza pervasiva delle immagini dei media. La maschera oscura il suo viso, creando una figura ambigua che allo stesso tempo incarna vulnerabilità e sfida. Questa immagine, insieme ad altre performance fotografiche, dimostra la volontà di Maresca di sfidare i confini e di mettere in discussione le concezioni tradizionali di bellezza e rappresentazione.

    Le sue performance spesso sfumavano i confini tra artista e soggetto, utilizzando il proprio corpo come mezzo per esplorare temi di mortalità, sessualità e critica sociale. Queste performance erano spesso messe in scena in spazi pubblici, amplificando ulteriormente il loro impatto e invitando un coinvolgimento diretto del pubblico.

    Un’Eredità Retrospectiva

    La retrospettiva di Liliana Maresca al Centro Cultural Recoleta nel 1994, intitolata “Frenesí” (Frenzied), divenne tragicamente la sua ultima esposizione pubblica. La sua prematura morte per AIDS pochi giorni dopo l’apertura sottolineò la precarietà della sua vita e del suo lavoro. Nonostante questo arresto precoce, l'eredità artistica di Maresca risuona ancora oggi nella storia dell'arte argentina. Il suo uso innovativo dei materiali, il suo impegno incrollabile per le questioni sociali e il suo approccio profondamente personale all’espressione artistica hanno consolidato la sua posizione come figura chiave della generazione post-dittatoriale – un artista che ha osato affrontare l’oscurità pur cercando bellezza e significato nei frammenti di una nazione frantumata.

    La sua opera è ora riconosciuta per la sua potente onestà emotiva e la sua duratura rilevanza per le preoccupazioni sociali e politiche contemporanee. WahooArt continua a offrire riproduzioni di alta qualità delle sue opere evocative, garantendo che la sua visione artistica unica rimanga accessibile a un pubblico più ampio.

    Museo

    15° Biennale di Istanbul

    In mostra presso Istanbul, Turchia

    Una città come tela: l'anima della 15ª Biennale di Istanbul

    Nell'autunno del 2017, le strade di Istanbul non si sono limitate a ospitare una mostra d'arte; sono diventate un organismo vivente e pulsante di indagine. La 15ª Biennale di Istanbul, curata dal visionario duo artistico Elmgreen & Dragset, ha trasformato il vasto paesaggio urbano in una profonda meditazione sul concetto di "casa". Andando ben oltre i confini sterili delle tradizionali gallerie "white-cube", la biennale ha invitato il pubblico a riconsiderare la trama stessa del proprio ambiente. Sotto l'evocativa domanda guida,

    “Un buon vicino è...?”

    , la mostra ha smantellato i confini tra santuario privato ed esistenza pubblica, forzando un dialogo tra l'intimità della vita domestica e le vaste, spesso turbolente, realtà della migrazione globale e dello spostamento sociale.

    La genialità di questa edizione risiedeva nella sua coreografia architettonica, dove i luoghi stessi fungevano da contenitori di significato. Le linee eleganti e contemporanee dell'Istanbul Modern offrivano un contrasto netto con il peso storico del Museo Pera, creando una tensione ritmica tra il nuovo e l'antico. Eppure, la vera magia avveniva negli angoli inaspettati della città: tra gli echi carichi di vapore degli antichi hammam, in strutture industriali abbandonate e in piazze pubbliche inondate dal sole. Reinterpretando questi spazi, la biennale ha spogliato l'arte contemporanea dell'elitarismo che spesso la accompagna, rendendo i temi profondi dell'appartenenza e della comunità accessibili a ogni passante, trasformando l'intera metropoli in un palcoscenico condiviso per un confronto emotivo.

    La collezione di opere presentate durante questo evento storico era varia quanto la città stessa, intrecciando un arazzo di maestria multimediale. I visitatori si sono imbattuti in installazioni immersive che alteravano fisicamente la percezione dello spazio, accanto a sculture che oscillavano tra una presenza monumentale e una delicata intimità. La curatela ha riunito una costellazione globale di talenti, inclusi i lavori di una bellezza inquietante di Louise Bourgeois e le toccanti documentazioni sociali di Sim Chi Yin. Ogni opera fungeva da filo in una narrazione più ampia riguardante la precarietà della vita moderna; che fosse attraverso la lente della videoarte, della fotografia o della performance, le opere d'arte hanno sfidato gli spettatori a confrontarsi con i propri pregiudizi e a riconoscere l'umanità condivisa che esiste anche nelle nostre società più frammentate.

    In definitiva, l'eredità della 15ª Biennale di Istanbul risiede nella sua capacità di coltivare un'empatia profonda e duratura. È stata una mostra che ha rifiutato di offrire risposte facili, scegliendo invece di soffermarsi sulla complessità della condizione umana. Per l'amante dell'arte come per il collezionista, rimane un momento decisivo nella storia dell'arte contemporanea: un tempo in cui la distinzione tra osservatore e osservato si è dissolta, lasciando dietro di sé solo la suggestiva e bellissima consapevolezza che la casa non è semplicemente una struttura fisica, ma un intricato intreccio di relazioni, memorie e la speranza duratura di un vicino migliore.

    Dove approfondire

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    Codice QR che rimanda alla pagina di download per Recolecta Recolecta

    wahooart.com/it/art/download/liliana-maresca-recolecta-recolecta-DD2GEY-en/

    Citazione dell'opera

    MLA
    Maresca, Liliana. Recolecta Recolecta. 2016, 15° Biennale di Istanbul. https://wahooart.com/it/art/liliana-maresca-recolecta-recolecta-DD2GEY-en/
    APA
    Maresca, Liliana (2016). Recolecta Recolecta [Painting]. 15° Biennale di Istanbul. https://wahooart.com/it/art/liliana-maresca-recolecta-recolecta-DD2GEY-en/
    Chicago
    Liliana Maresca. Recolecta Recolecta. 2016. 15° Biennale di Istanbul. https://wahooart.com/it/art/liliana-maresca-recolecta-recolecta-DD2GEY-en/
    Harvard
    Maresca, Liliana (2016) Recolecta Recolecta. 15° Biennale di Istanbul. Available at: https://wahooart.com/it/art/liliana-maresca-recolecta-recolecta-DD2GEY-en/

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    Recolecta Recolecta — Liliana Maresca

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